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Si va verso l'istituzione, a San Marino, del Commissario per i Diritti Umani

La Segreteria Giustizia lavora ad un PDL per rispondere all'istanza d'Arengo e alle sollecitazioni degli organismi internazionali. Canti: "Passo significativo nella promozione di un’amministrazione trasparente ed orientata alla persona"

di Monica Fabbri
30 nov 2025

È noto come “Ombudsman”, parola di origine svedese che letteralmente significa “uomo che fa da tramite”. Di fatto agisce come un mediatore o un arbitro imparziale, nominato per garantire trasparenza, legalità ed efficienza nell'azione amministrativa, tutelare i diritti e le libertà fondamentali dei cittadini, prevenire le discriminazioni e proteggere chi è privato della libertà personale. Una figura fino ad oggi assente a San Marino, ma le cose stanno per cambiare: la Segreteria alla Giustizia sta infatti lavorando ad un progetto di legge per introdurla nell'ordinamento, così come chiedeva un'Istanza d'Arengo presentata ad ottobre del 2023 e approvata all'unanimità a marzo dell'anno scorso. A dare l'annuncio nella serata di apertura del Festival della Libertà lo stesso Segretario Stefano Canti: “Il Commissario per i Diritti Umani – ha spiegato - costituisce uno strumento moderno ed efficace di protezione dei diritti fondamentali, mediazione tra cittadini e pubblica amministrazione, contrasto alle discriminazioni e tutela delle persone appartenenti a fasce vulnerabili, incluse quelle private della libertà personale”.

San Marino è l'unico paese del Consiglio d'Europa ad esserne privo, e non sono mancate, in questi anni, esortazioni internazionali affinché si allineasse. A più riprese il Comitato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite ha raccomandato al paese di istituirlo in conformità con i Principi di Parigi. Invito arrivato anche dall’ECRI, con la richiesta di dotarlo di una competenza specifica in materia di lotta al razzismo e alla discriminazione razziale. Oggi, dunque, San Marino si appresta ad adeguarsi agli standard internazionali ed europei in materia di protezione e promozione dei diritti umani. Già pronta una bozza. “L’introduzione di tale figura – ha affermato Canti - risponde agli standard promossi dalle Nazioni Unite e dal Consiglio d’Europa, in coerenza con i Principi di Parigi e con le migliori prassi adottate dagli Stati europei. San Marino, già parte dei principali trattati internazionali in materia di diritti umani, compie così un passo significativo nel rafforzamento delle strutture di garanzia e nella promozione di un’amministrazione trasparente, efficiente e orientata alla persona”.





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