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Sigarette elettroniche: sono davvero più sicure? L'esperto analizza rischi, fumo passivo e l'efficacia nello smettere di fumare

Il punto sui rischi delle e-cig secondo i dati: ecco cosa dicono gli studi

di Silvia Fabbri
15 nov 2025
Silvano Gallus, ricercatore e responsabile del Laboratorio di Ricerca sugli Stili di Vita dell’Istituto Mario Negri di Milano
Silvano Gallus, ricercatore e responsabile del Laboratorio di Ricerca sugli Stili di Vita dell’Istituto Mario Negri di Milano

Negli ultimi anni le sigarette elettroniche hanno conquistato milioni di consumatori, spesso percepite come una scelta più salutare rispetto alle tradizionali. Ma è davvero così? Gli studi più recenti mettono in discussione questa convinzione, evidenziando rischi ancora poco conosciuti. Ne abbiamo parlato con Silvano Gallus, ricercatore e responsabile del Laboratorio di Ricerca sugli Stili di Vita dell’Istituto Mario Negri di Milano che da anni si occupa di questo tema.

Dottore, sempre più persone hanno sostituito le sigarette tradizionali con quelle elettroniche, spesso perché percepite come più sane. È davvero così o questa percezione rischia di farci abbassare la guardia?
Non è vero che molti sono passati dalle sigarette tradizionali alle sigarette elettroniche: in realtà queste ultime sono utilizzate moltissimo soprattutto da giovani e giovanissimi, molti dei quali non erano nemmeno fumatori. Spesso iniziano con la sigaretta elettronica per poi passare a quella tradizionale. Oggi le sigarette elettroniche sono utilizzate solo dal 3-4% della popolazione italiana, mentre oltre il 20% consuma ancora sigarette tradizionali. Se consideriamo che una parte importante di chi utilizza le e-cig non era fumatore, è chiaro che non sono poi così tanti quelli che hanno smesso con le sigarette tradizionali passando all’elettronica. E' vero però che il successo commerciale delle e-cig nasce dalla percezione che questi prodotti siano molto più sicuri rispetto alle sigarette tradizionali. Ma cosa è accaduto? Quando la sigaretta elettronica è arrivata sul mercato, la comunità scientifica ha detto: “Non possiamo sapere nulla finché non studiamo questi prodotti”. Si è usata cautela perchè serviva tempo per avere evidenze scientifiche. L’industria del tabacco, invece, ha cavalcato la novità sostenendo che la sigaretta elettronica è “il 95% più sicura” di quella tradizionale. Tuttavia, non esiste alcuna evidenza scientifica che dimostri questo dato. Oggi sappiamo che le sigarette elettroniche sono solo leggermente meno dannose rispetto alle sigarette normali.

Quali sono, oggi, i rischi documentati dallo svapo, anche in confronto al fumo tradizionale?
E' stata recentemente pubblicata una revisione sistematica del 2024, che mette insieme tutti gli studi disponibili nella letteratura scientifica per confrontare gli effetti delle sigarette elettroniche e di quelle tradizionali.
I risultati dicono che per le malattie cardiovascolari, ictus e disfunzioni metaboliche non c’è evidenza di riduzione del rischio. Per le malattie respiratorie come la BPCO, invece, si osserva una riduzione del 47%, per le malattie del cavo orale del 13% e per l’asma del 16%. Quindi per le malattie a breve termine, le evidenze indicano che le sigarette elettroniche fanno circa il 10-20% meno male delle tradizionali. Tuttavia, considerando gli enormi danni causati dal fumo di tabacco, dire che un prodotto fa “il 20% meno male” non pare essere un gran risultato. C’è poi un rischio ancora più alto: il consumo duale di chi usa sia la sigaretta elettronica che quella tradizionale. In questi casi il rischio per le patologie che ho citato aumenta dal 20% al 41%. In Italia, ben l’80% di chi consuma sigarette elettroniche fa uso anche di quelle tradizionali.

E per chi sceglie la sigaretta elettronica come strumento per smettere di fumare? È davvero utile o si rischia di sostituire una dipendenza con un’altra?
Questi prodotti non servono a smettere di fumare. Questa evidenza scientifica la abbiamo confermata anche in alcuni studi che abbiamo condotto in Italia: chi prova a smettere con la sigaretta elettronica ha in realtà più difficoltà rispetto a chi non la utilizza. Chi riesce a smettere con la sigaretta tradizionale, inoltre, continua comunque ad assumere nicotina continuando la dipendenza alla nicotina. L’industria del tabacco cita spesso i clinical trials randomizzati, studi di intervento dove il medico assegna la sigaretta elettronica a un gruppo e la terapia sostitutiva alla nicotina (cerotti, caramelle o gomme) a un altro, per poi fare un confronto.
In questi studi si è effettivamente visto un tasso di cessazione più alto con la sigaretta elettronica, ma si tratta di persone molto motivate, seguite da un medico: non è la vita reale. In più, nei trial, dopo un anno l’81% di chi smetteva di fumare continuava poi con la sigaretta elettronica, mentre solo il 12% di chi usa le terapie sostitutive continuava a prendere nicotina.
E ancora, sempre dai clinical trials: su 100 ipotetici fumatori di sigaretta tradizionale a cui il medico assegna la sigaretta elettronica, si è visto che 30 smettono di fumare la sigaretta tradizionale. Tuttavia, 6 smettono completamente anche con la sigaretta elettronica. I restanti 24 abbandonano la sigaretta tradizionale ma continuano a usare la e-cig. Dei 70 che non smettono affatto con la sigaretta tradizionale circa la metà continua a fumare entrambe le sigarette, esponendosi ai rischi aumentati di cui si parlava in precedenza.

Parliamo di fumo passivo: molti svapano al chiuso pensando che non sia pericoloso. È davvero così?
No, non è sicuro. È vero che le evidenze sono ancora limitate, ma possiamo dire con certezza che l’aerosol passivo delle sigarette elettroniche non è semplice “vapore”: contiene particolato fine, che è cancerogeno, e anche sostanze chimiche che non sono presenti nelle sigarette tradizionali. Non sappiamo ancora se sia pericoloso quanto il fumo passivo, ma sicuramente è dannoso. Il fumo passivo tradizionale uccide circa un milione di persone ogni anno nel mondo, individui che non hanno mai fumato. C'è la possibilità che il “secondhand aerosol”delle sigarette elettroniche sia meno dannoso di quest'ultimo, ma - in ogni caso - si tratta di un prodotto nocivo: chi consuma la sigaretta elettronica in ambiente chiuso fa un grave danno ai propri familiari. Stiamo collaborando proprio su questo con l’Unità di Spettrometria di Massa applicata a One-Health dell’Istituto Mario Negri, confrontando lo spettro dell'acqua di rubinetto con quello del liquido delle sigarette elettroniche. Mentre lo spettro dell’acqua appare sostanzialmente piatto, quello del liquido delle e-cig mostra una composizione molto più complessa.






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