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Soggiorni culturali: giovani da Usa, Argentina e Francia ricevuti dai Capitani Reggenti

Un’esperienza per riscoprire le radici e rafforzare il legame con la Repubblica: 33 giovani sammarinesi all’estero protagonisti della 43ª edizione del progetto culturale.

23 lug 2025
Le interviste a Mariana Ceccoli, Michael Biordi e Jodie Laurençon
Le interviste a Mariana Ceccoli, Michael Biordi e Jodie Laurençon

Una tradizione, quella dei soggiorni culturali, che dura da oltre 40 anni: i giovani sammarinesi residenti all'estero tornano nella terra dove i loro nonni e bisnonni sono cresciuti, prima di partire in cerca di lavoro e speranza. Camminano sulle stesse strade, immaginano la vita dell'epoca. 33 ragazzi tra i 18 e 28 anni, provenienti da Argentina, Francia e Stati Uniti si presentano ai Capitani Reggenti, Denise Bronzetti e Italo Righi. Questi ultimi ricordano il valore storico del fenomeno: “I nostri antenati emigrati – affermano – si sono distinti per lo spirito di sacrificio nel lavoro e nel sociale, rendendo onore e rappresentando con dignità quella 'sammarinesità' che ci unisce”.

"Ho visitato San Marino nel 2023 con la mia famiglia - racconta Mariana Ceccoli -, però il soggiorno culturale è una bellissima esperienza. Mi ha affascinato Palazzo Pubblico, conoscere Capitani Reggenti, le storie, la politica".

L'iniziativa dei soggiorni culturali, arrivata alla 43esima edizione, nasce per far loro conoscere storia, tradizione e cultura della Repubblica, rinsaldando il legame con la Patria d’origine. Durante le tre settimane, iniziate il 14 luglio, i partecipanti seguono un programma intenso con lezioni, laboratori ed escursioni, oltre a incontri con docenti, diplomatici ed esperti. “Anche quest'anno - fa sapere il segretario agli Esteri, Luca Beccari – ai giovani più meritevoli verrà offerta la possibilità di tornare a San Marino ad ottobre, con i rappresentanti delle loro Comunità all'estero, per partecipare alla Consulta, in occasione del 25esimo anniversario”.

"Ho sempre sentito storie su San Marino da mia mamma e da mio nonno - ricorda Michael Biordi - e ho sentito tutto quello che hanno dovuto passare per arrivare in America. Ci riteniamo molto fortunati a vivere qui, però allo stesso tempo mi sento anche estremamente fortunato di poter tornare nel Paese delle mie origini, parlare davanti ai Capitani Reggenti. Oggi sto indossando l'anello di mio nonno proprio come simbolo dell'unione fra i nostri due Paesi".

"Sicuramente è un bellissimo posto - commenta Jodie Laurençon - e questa è una bellissima esperienza per imparare anche la lingua. Io lo faccio principalmente per mia nonna perché la adoro, però sicuramente mi piacerebbe poter vivere qui per un po' di anni".

Nel video le interviste a Mariana Ceccoli, Michael Biordi e Jodie Laurençon





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