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Soldi sottratti al fisco transitati a San Marino

26 giu 2009
L’indagine, denominata ‘Titano’, è partita nel 2003 da indagini su reati fallimentari. Dopo una perquisizione in una società immobiliare di Milano le fiamme gialle di Verona hanno accertato l’ esistenza di uno “sportello bancario occulto” della Gefin. S.A di San Marino e verificato la disponibilità finanziaria di italiani conservata in Repubblica. Il danaro, raccolto prevalentemente nel Nord Italia, veniva veicolato da una organizzazione guidata dall’ex direttore area finanza dell’ex Banca del Garda, attraverso un finto sportello e da qui accreditato su conti correnti cifrati della Gefin. Una volta giunte presso la società sammarinese, le disponibilità finanziarie venivano collocate in particolari fondi di investimento non armonizzati ad altissimo rendimento, gestiti da società con sede nelle Isole vergini, con movimenti che non lasciavano traccia. Il sistema prevedeva il reimpiego dei capitali originariamente depositati a San Marino: prima veicolati in altre società con sede in Lussemburgo, poi utilizzati per acquisire società immobiliari che operavano in Italia. Una fuga di capitali all’estero per oltre 32 milioni di euro. Le indagini hanno poi accertato che alcuni impiegati della filiale di Forlì di un istituto di credito di livello nazionale non avrebbero regolarmente alimentato l’archivio unico informatizzato creato per contrastare il riciclaggio. Sono stati denunciati otto direttori e 21 componenti del collegio sindacale banche.

Sara Bucci