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Soroptimist in udienza dalla Reggenza in occasione del convegno sulla violenza di genere

I Capi di Stato: "Una piaga sociale che richiede impegno costante". Presente anche la presidente dell'Unione dei club italiani

di Laura Bonaiuti
22 giu 2026

“La violenza di genere rimane una piaga sociale estesa che richiede un impegno costante, condiviso e trasversale...siamo certi che questo evento contribuirà alla diffusione di una cultura del rispetto, dell'ascolto e della tutela delle vittime”,  con queste parole i Capitani Reggenti Alice Mina e Vladimiro Selva hanno accolto in udienza a Palazzo Pubblico le socie del club Soroptimist San Marino, che hanno presentato una iniziativa di formazione e di confronto tra diverse professionalità sul tema della violenza di genere, legata al progetto “Una stanza per te” - che si terrà domani nella sala Montelupo.

Le parole della Presidente di Soroptimist San Marino, Francesca Barbieri: "E' stata una grande emozione, poi da cittadina sammarinese ci tengo in modo particolare, ed è stato veramente un onore essere ricevuti in udienza dagli Eccellentissimi Capitani Reggenti. Un onore per il nostro club perché dimostra anche come l'operato di tutti questi anni abbia portato a casa degli ottimi risultati, degli ottimi frutti sul nostro territorio. Il convegno di domani è stato organizzato in collaborazione con la Gendarmeria, con l'Ordine degli Avvocati e Notai della Repubblica di San Marino, con l'Ordine degli Psicologi e l'Autority Pari Opportunità perché crediamo che sia veramente fondamentale fare rete sul nostro territorio per portare a casa progetti concreti".

Soroptimist raccoglie “donne che si occupano delle donne”, con tanti progetti locali e trasversali. “Una stanza per te”, nato da alcuni anni, permette alle vittime di violenza di trovare luoghi sicuri all'interno delle caserme, per sentirsi accolte e ascoltate. Forte la collaborazione tra i club Soroptimist di Italia e San Marino.

Ha dichiarato la Presidente dell'Unione Italiana Soroptimist, presente all'udienza: "In questo momento in Italia abbiamo ben 330 stanze 'tutte per sé', tutte prevalentemente presenti nelle caserme dei carabinieri. L'idea qual è? Che siccome prevalentemente le donne che hanno subito un tipo di reato di violenza di vario genere si recano in queste caserme, che non sono sempre il massimo dell'accoglienza, anche dal punto di vista proprio delle strutture, noi abbiamo creato, mettendo insieme competenze delle nostre socie, quindi architette, psicologhe, abbiamo deciso di allestire delle stanze che abbiano colori o un tipo di arredamento che rendano questa accoglienza più facile".






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