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Sottomarino su organizzazioni malavitose

16 mar 2011
San Marino - Sottomarino su organizzazioni malavitose
San Marino - Sottomarino su organizzazioni malavitose
Ora che i fatti di cronaca che collegano San Marino alle attività connesse alle organizzazioni malavitose sono di dominio pubblico, ci sentiamo di affermare che siamo un Paese allo sbando dove ci rimane solo la speranza nei giovani poiché gli “adulti” non hanno la voglia, la capacità né la possibilità per poter migliorare questa realtà. Ed è proprio verso i giovani sammarinesi che ci rivolgiamo: apriamo gli occhi su ciò che ci circonda, diciamo NO al disimpegno sociale e civico, perché dobbiamo diventare consapevoli che la nostra Repubblica è stata usata e svenduta proprio perché qualcuno si è voltato dall’altra parte e ha detto “questi non sono affari miei”. Scendiamo nelle piazze con slogan rivolti non solo a questi criminali, ma anche verso gli “adulti”, comunicando loro che la misura è colma, che le nuove generazioni sono unite e non vogliono avere nulla a che fare con le organizzazioni malavitose: colpiamo anche chi oggi ancora le copre, le protegge per omertà o per un bieco interesse personale. Denunciamo lo Stato che dovrebbe proteggerci e che invece fa poco, o nulla, per contrastarle perché le parole sono importanti ma poi solo con i fatti si riesce a cambiare radicalmente rotta. Dimostriamo il nostro coraggio, quel coraggio che è mancato ai nostri genitori e ai nostri rappresentanti politici: manifestiamo perciò non solo contro “la mafia” ma contro una società intera che le ha sempre permesso di vivere e prosperare. In un’intercettazione, un mafioso disse che “se la gente si ribella, per noi è finita”: ebbene è giunta l’ora per i giovani sammarinesi di ribellarsi. Ribelliamoci per una terra che amiamo e che è stata deturpata in tutti i peggiori modi immaginabili. Ribelliamoci perché questa terra la vogliamo ripulita. Ribelliamoci perché questa realtà spaccia, ricatta, fa paura e prima o poi uccide.
Ribelliamoci perché questi criminali non sono dietro lo schermo di una tv o a migliaia di km da qui: la loro “ombra tentacolare” è giunta sino alle nostre porte e ridicolo sarebbe non voler rendersene conto solo per dover ammettere che certi agi sono dovuti anche ad essa. Basta un gesto: alziamo la testa e guardiamo in faccia alla verità. La ribellione, si sa, spesso viene dal basso e in questo caso il termine "basso" è un concetto anagrafico non sociale: così, come fece un giovane siciliano alla fine degli anni settanta, facciamo “cento passi” e opponiamoci con dignità al potere forte della malavita organizzata.

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