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Stangata Ue sugli affitti brevi: arriva il piano contro il caro-casa, ma esplode la polemica

Con l’Affordable Housing Act i Comuni potranno limitare le locazioni turistiche nelle aree ad alta pressione abitativa. L'ira di Confedilizia e AIGAB: "Attacco alla proprietà". Favorevole Federalberghi.

di Monica Fabbri
9 set 2026

La casa diventa un’emergenza europea. E Bruxelles sceglie di intervenire mettendo nel mirino anche le locazioni turistiche. La Commissione europea presenta un pacchetto di norme pensato per dare copertura legale alle città che intendono frenare il fenomeno degli affitti brevi e restituire alloggi ai residenti.

Il principio cardine è definire, con criteri trasparenti, le cosiddette “aree sotto pressione abitativa”. Uno dei parametri chiave misura quanti anni di reddito servano per acquistare una casa: se la soglia supera gli otto anni e il trend è in costante peggioramento — o se sfonda quota dieci anni — per i Comuni scatta la possibilità di introdurre limitazioni mirate sugli affitti brevi e sugli immobili lasciati sfitti. Bruxelles non impone divieti dall’alto, ma offre agli enti locali uno scudo giuridico per evitare i ricorsi legali che finora hanno bloccato i sindaci.

La strategia punta anche ad accelerare i cantieri: corsie preferenziali fino a 60 giorni per le licenze edilizie, silenzio-assenso e quote riservate all’edilizia sociale. "È una questione di equità", scandisce la presidente Ursula von der Leyen: lavoratori e studenti non possono più permettersi di vivere dove lavorano o studiano. E il commissario all'Edilizia, Dan Jørgensen, avverte i sindaci: "Se non affrontate il problema, gli elettori ve lo faranno capire alle urne".

Le reazioni, tuttavia, dividono il settore. In Italia, l’associazione degli affitti brevi AIGAB parla di un "espediente ideologico" che minaccia una filiera di 150mila dipendenti. Durissima Confedilizia, che definisce il testo "inaccettabile" e lesivo del diritto di proprietà. Di segno opposto Federalberghi, che riduce l'allarme ricordando che la norma dà facoltà d'intervento ai Comuni, ma non impone alcun obbligo. Critiche giungono però anche dal fronte ambientalista: per i Verdi europei il provvedimento è troppo debole e rischia di soffocare i sindaci in un labirinto burocratico prima di fermare la speculazione. Tra la tutela del patrimonio privato e il diritto ad alloggi accessibili, la battaglia politica sulla casa in Europa è appena cominciata.





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