Strage Istanbul: sospetto killer, "non c'entro"

A metà mattinata la notizia dell'identificazione dell'attentatore di capodanno a Istanbul era data per certa dalla tv di stato turca e sua moglie, che si trova nella provincia anatolica di Konya coi due figli, è stata arrestata. Poco dopo Iakhe Mashrapov si è fatto intervistare dall'agenzia kirghisa Akipress, ha smentito ogni coinvolgimento, e ha mostrato i timbri sul suo passaporto secondo i quali sarebbe stato in Turchia dal 28 al 30 dicembre, ma nel giorno dell'attentato è rientrato in Kirghizistan ed è tornato in Turchia il primo gennaio. L'uomo sostiene di essere stato scambiato con l'attentatore per una somiglianza, ma di essere stato rilasciato dalla polizia dopo un controllo all'aeroporto di Istanbul. Di certo l'attentato di capodanno, con 39 morti, alla discoteca Reina, è stato rivendicato dall'Isis e i soldati del sedicente stato islamico tendono a vantarsi delle loro azioni sanguinarie, mentre in questo caso il sospettato smentisce.
Intanto il Ministro dell'Interno turco ha dichiarato che il paese, nell'ultimo anno e mezzo, è stato colpito da una ventina di gravi attentati di diversa matrice, che hanno provocato oltre 400 morti. E il bilancio poteva essere anche più grave perchè nel 2016 – ha rivelato il Ministro - sono stati sventati 339 attentati terroristici, 80 dei quali solo negli ultimi 3 mesi.
In queste ore, intanto, sono emersi nuovi particolari su Anis Amri, il terrorista tunisino ritenuto l'autore della strage di Berlino che ha trovato la morte nel milanese, durante un conflitto a fuoco con la polizia. Amri non aveva in tasca un centinaio di euro, come si è appreso sulle prime, ma oltre mille. Contanti che, al vaglio dell'antiterrorismo, avrebbero generato un'importante pista investigativa. I soldi, tutti in tagli da 50 e 20 euro, si presume infatti siano stati prelevati da uno sportello Bancomat, da lui o da qualcuno per lui.

l.s.

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