Si sono dati appuntamento in Piazza della Libertà, armati di cartelli e al grido “tuteliamo i nostri figli”. Alla manifestazione, organizzata dal gruppo genitori sammarinesi, hanno aderito Unione Donne Sammarinesi, CSU e USL. Presenti una sessantina di persone, provenienti anche da Rimini. Sui cartelli frasi come “Custodiamo l'innocenza”, “difendiamo i diritti”, “l'omertà è un silenzio colpevole”. Ma anche domande che suonano come un'accusa: “Chi sapeva perché non ha parlato?”
Le mamme sammarinesi hanno portato in piazza i loro figli, che alzano fogli con scritte “lasciatemi sognare”, “no alla pedofilia”. Sono loro il motivo per cui sono qui: “I genitori di San Marino sono preoccupati e non vogliono assolutamente che questa cosa si ripeta in futuro”, spiega Elena Nanni, una delle organizzatrici. E' mamma di due bimbi, e mette subito in chiaro che lo scopo della manifestazione non è cercare colpe, “c'è chi lo fa al posto nostro”. L'obiettivo è “più sicurezza per i nostri figli, ambienti controllati e soprattutto personale che possa essere visionato sia nelle legislazioni nostre che in quelle fuori confine. Quindi fare in modo che i nostri figli siano più tutelati possibile, visto che non possono farlo da soli”. Giovanna Reffi arriva sul Pianello con in braccio il suo bimbo: “Vorremmo risposte possibilmente ancora più approfondite e che le leggi e i controlli riguardo questi reati così gravi, che vanno a minare la salute e comunque anche la sicurezza dei minori che sono la fascia più debole della popolazione, siano inaspriti. Vorremmo anche capire bene cosa non ha funzionato nel passaggio di notizie da Italia a San Marino. È vero che ci sono state delle risposte, ma al momento la situazione rimane per noi tuttora non chiarissima”.
Valentina Manduchi è agguerrita e arrabbiata: “I figli vanno protetti al 100%, in tutte le età. Dobbiamo avere la garanzia che quando lasciamo i nostri figli nelle scuole e nei centri estivi siano posti sicuri. Per noi genitori è una certezza essenziale. Purtroppo è stata smentita. È veramente preoccupante, fa arrabbiare moltissimo”. Chiediamo a Giovanna se ha paura: “Sapendo che questo soggetto è dove deve essere, quindi in carcere, mi sento già più tranquilla. Ma pensare che poteva girare a San Marino ancora per qualche mese, sì, sono un po' spaventata che possa esserci un altro caso simile”.