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Telefonate promozionali senza permesso e troppo frequenti: Tim multata per oltre 27 milioni

1 feb 2020
Foto archivio Ansa
Foto archivio Ansa

Tim Spa è stata multata per 27.802.946 euro dal Garante della Privacy per numerosi trattamenti illeciti di dati legati all'attività di marketing. Le violazioni hanno interessato nel complesso alcuni milioni di persone. Un utente è stato chiamato a fini promozionali fino a 155 volte in un mese.

Centinaia le segnalazioni inviate all'Autorità da gennaio 2017 ai primi mesi del 2019, in particolare per chiamate promozionali indesiderate effettuate senza consenso o nonostante l'iscrizione delle utenze telefoniche nel Registro pubblico delle opposizioni, oppure ancora malgrado il fatto che le persone contattate avessero espresso alla società la volontà di non ricevere telefonate promozionali. Numerose irregolarità sono state lamentate anche nell'ambito dell'offerta di concorsi a premi e nella modulistica sottoposta agli utenti da Tim.

Sono state rilevate poi altre condotte illecite come l'assenza di controllo da parte della società sull'operato di alcuni call center. Fra le irregolarità l'errata gestione e il mancato aggiornamento delle black list dove vengono registrate le persone che non vogliono ricevere pubblicità; l'acquisizione obbligata del consenso a fini promozionali per poter aderire al programma "Tim Party" con i suoi sconti e premi. Nella gestione di alcune app destinate alla clientela, inoltre, sono state fornite informazioni non corrette e non trasparenti sul trattamento dei dati e sono state adottate modalità di acquisizione del consenso non valide. In alcuni casi è stata utilizzata modulistica cartacea con richiesta di un unico consenso per diverse finalità, inclusa quella di marketing.

Oltre alla sanzione, l'Autorità ha imposto a Tim 20 misure correttive, tra divieti e prescrizioni. In particolare, ha vietato a Tim l'uso dei dati a fini di marketing di chi aveva espresso ai call center il proprio diniego a ricevere telefonate promozionali, dei soggetti presenti in black list e dei "non clienti" che non avevano dato il consenso.