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Temporary store, arriva la legge. Righi assicura: "Non ci sarà concorrenza sleale"

Aperture in 48 ore in centri storici e centri commerciali senza bisogno di licenza per vendita al dettaglio. Prodotto unico per San Marino, nasce come strumento "per attrarre brand rilevanti"

di Monica Fabbri
15 nov 2021

Anche noti come pop-up shop, i negozi a tempo hanno una durata che in genere può variare da pochi giorni ad un mese. Sono spesso associati ad eventi, festività o a iniziative specifiche promosse dai brand. Proprio per questa ragione tendono ad avere un carattere esclusivo, includendo edizioni limitate o personalizzate che non si trovano in altri store. Usati anche come strategia di marketing, sono in grado di attirare l'attenzione dei consumatori. Invogliano a cogliere l'attimo prima di chiudere nel giro di poco tempo. Questa realtà sarà a breve normata anche a San Marino. La legge è pronta. Il Segretario all'Industria si augura di poterla portare in prima lettura nel Consiglio di dicembre.



“Abbiamo cercato di studiare un testo che non sia un temporary store canonico ma un prodotto unico per San Marino”, spiega Fabio Righi. La competitività è garantita non da agevolazioni fiscali ma dal pronti-via. La norma prevede un pacchetto per autorizzare un'attività temporanea nell'ambito di centri storici e centri commerciali in 48 ore. “Nessuna volontà – assicura Righi – di intaccare la concorrenza degli operatori già esistenti. L'obiettivo è di avere uno strumento per attrarre brand rilevanti che in pianta stabile difficilmente verrebbero a San Marino ma che potrebbero invece essere interessati nell'ottica di un temporary store, soprattutto nel contesto del patrimonio Unesco e di un centro storico di pregio, invidiato fuori dai confini”.

Rivolti ad operatori sammarinesi ed esteri, i temporary store potranno essere ospitati in locali sia di proprietà dello Stato che di privati. Nella legge è prevista anche l'individuazione di aree dove fissare tensostrutture di pregio e adeguate al luogo. Non sarà necessaria la licenza di vendita al dettaglio, ma ci sarà controllo – chiarisce Righi – nel rispetto della concorrenza. Uno strumento flessibile, dunque, rivolto anche a chi voglia tentare nuove strade professionali.




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