Due scosse di terremoto sono state avvertite poco prima delle 9.30 nelle province di Ravenna e Forlì. La prima, di magnitudo 4.3, ha avuto epicentro a Russi, nel Ravennate, a 23 km di profondità; la seconda, due minuti dopo e di magnitudo 4.1, è stata localizzata a circa 8 km da Faenza. La terra trema e la gente si spaventa, scende in strada, ma al momento non si registrano danni a persone o edifici. Sono in corso verifiche tecniche e per precauzione la circolazione ferroviaria su alcune linee regionali è stata temporaneamente sospesa.
"Le scosse confermano la Repubblica di San Marino è in zona sismica - afferma Davide Forcellini, ingegnere sismico -, anche le autorità competenti lo sanno. Io appunto sto facendo ricerca in questo campo da vent'anni, l'Università di San Marino anche. Quello che dobbiamo fare è appunto valutare e cercare di mettere in sicurezza il nostro edificato, i nostri edifici. A partire dai centri storici fino a tutti gli edifici: sia pubblici, con lo Stato che deve pensare a delle campagne di prevenzione, ma anche privati".
Dopo i terremoti ’romagnoli' è immediatamente scattata la procedura per eventi sismici: a Bologna è attiva la Centrale operativa regionale della protezione civile, con gli operatori sul territorio per le prime verifiche. Anche i Comuni hanno attivato le procedure previste, in primo luogo facendo uscire gli alunni dalle scuole. Aperti i centri operativi comunali nelle aree interessate.
"Due scosse di intensità media - commenta Forcellini -. Non sappiamo le prossime, quando ci saranno e come saranno. Non esistono edifici antisismici, tutti gli edifici sono vulnerabili al terremoto. Si parla oggigiorno di resilienza, cioè della possibilità da parte degli edifici o di un sistema di riuscire a recuperare in tempi brevi gli effetti del terremoto. Ecco, questa è l'idea nuova e innovativa che dobbiamo perseguire".
Nel video l'intervista a Davide Forcellini, ingegnere sismico