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Terremoto in Romagna. L'ingegnere sismico: "Importante approfondire la vulnerabilità degli edifici"

"Non esistono edifici antisismici, tutti gli edifici sono vulnerabili. Oggi si parla di resilienza, cioè della possibilità degli edifici o di un sistema, di riuscire a recuperare in tempi brevi gli effetti di un sisma"

di Maria Letizia Camparsi
13 gen 2026

Due scosse di terremoto sono state avvertite poco prima delle 9.30 nelle province di Ravenna e Forlì. La prima, di magnitudo 4.3, ha avuto epicentro a Russi, nel Ravennate, a 23 km di profondità; la seconda, due minuti dopo e di magnitudo 4.1, è stata localizzata a circa 8 km da Faenza. La terra trema e la gente si spaventa, scende in strada, ma al momento non si registrano danni a persone o edifici. Sono in corso verifiche tecniche e per precauzione la circolazione ferroviaria su alcune linee regionali è stata temporaneamente sospesa.

"Le scosse confermano la Repubblica di San Marino è in zona sismica - afferma Davide Forcellini, ingegnere sismico -, anche le autorità competenti lo sanno. Io appunto sto facendo ricerca in questo campo da vent'anni, l'Università di San Marino anche. Quello che dobbiamo fare è appunto valutare e cercare di mettere in sicurezza il nostro edificato, i nostri edifici. A partire dai centri storici fino a tutti gli edifici: sia pubblici, con lo Stato che deve pensare a delle campagne di prevenzione, ma anche privati".

Dopo i terremoti ’romagnoli' è immediatamente scattata la procedura per eventi sismici: a Bologna è attiva la Centrale operativa regionale della protezione civile, con gli operatori sul territorio per le prime verifiche. Anche i Comuni hanno attivato le procedure previste, in primo luogo facendo uscire gli alunni dalle scuole. Aperti i centri operativi comunali nelle aree interessate.

"Due scosse di intensità media - commenta Forcellini -. Non sappiamo le prossime, quando ci saranno e come saranno. Non esistono edifici antisismici, tutti gli edifici sono vulnerabili al terremoto. Si parla oggigiorno di resilienza, cioè della possibilità da parte degli edifici o di un sistema di riuscire a recuperare in tempi brevi gli effetti del terremoto. Ecco, questa è l'idea nuova e innovativa che dobbiamo perseguire".

Nel video l'intervista a Davide Forcellini, ingegnere sismico





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