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Tra i diritti fondamentali, quello al cibo: si celebra la Giornata Mondiale dell'Alimentazione

16 ott 2020

“Il virus ha fatto riaccendere l’apprezzamento per la sicurezza alimentare, privilegio che alcuni danno per scontato e di cui invece molti, troppi, devono fare a meno”. Parte da questo presupposto la riflessione della Segreteria di Stato per gli Affari Esteri sulla Giornata Mondiale dell'Alimentazione che si celebra oggi, ricordando, non a caso, anche il Premio Nobel per la Pace conferito di recente proprio al World Food Programme (WFP) delle Nazioni Unite per le iniziative di assistenza alle persone che soffrono la fame. La FAO nell'occasione si fa promotrice dell'evento on-line “Coltivare, nutrire, preservare. Insieme. Le nostre Azioni sono il nostro futuro”, a cui partecipa la Missione permanente di San Marino a Roma. Un focus sulla necessità di un maggiore impegno al fine di ottenere sistemi agroalimentari più resistenti e collaborare al raggiungimento di una solidarietà globale capace di risollevare il pianeta dalla crisi, acuita dalla pandemia.

“La Repubblica – sottolinea la Segreteria Esteri - crede fermamente che una volontà internazionale consistente sia necessaria al fine di rendere reversibili alcune delle principali problematiche legate all’alimentazione, la maggior parte delle quali derivate da ineguaglianze socio-economiche e da una scarsa attenzione ai temi della sostenibilità. Punto cruciale dell’impegno sammarinese – ricorda infine Palazzo Begni - è la lotta allo spreco alimentare”, a cui internazionalmente è dedicata la giornata del 29 settembre, istituita proprio con la prima storica Risoluzione promossa dal Titano all'Onu.

Intanto, spinti dall'emergenza sanitaria i prezzi mondiali dei prodotti alimentari raggiungono un aumento del 5%, valore massimo da inizio pandemia che fa piombare nella fame nuove fasce della popolazione. E' quanto emerge da un'analisi di Coldiretti su dati Fao. A spingere la 'bolletta alimentare globale', soprattutto i prezzi dei cereali con aumenti del 13,6% nell'ultimo anno. Con l'avanzare della pandemia la disponibilità delle produzioni agricole è diventata quindi strategica, il ché ha portato in qualche caso a porre dei limiti all'export a difesa delle proprie riserve. Una politica protezionistica figlia dei tempi.