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Trecento droghe nuovamente legali con la Iervolino Vassalli

27 feb 2014
Trecento droghe nuovamente legali con la Iervolino Vassalli
Trecento droghe nuovamente legali con la Iervolino Vassalli
Abolita la Fini Giovanardi torna in vigore la Iervolino Vassalli, ma si aprono anche delle falle pericolose nella legislazione sulle droghe a cui il Governo dovrà porre rimedio quanto prima. La Comunità San Patrignano è fortemente preoccupata perché con tale annullamento vede cancellato, con un tratto di penna, il lavoro del Dipartimento Politiche Antidroga nell’individuazione e divieto di nuove sostanze stupefacenti immesse sul mercato.
Con l’abolizione della Fini Giovanardi, dichiarata illegittima non per il suo contenuto ma per l’iter con cui era diventata legge, tornano infatti di libero consumo circa 300 sostanze fino a ieri dichiarate illegittime, perché pericolosissime. E’ impensabile per una realtà come la nostra, ma soprattutto per tutta la società e per le famiglie che ne fanno parte, pensare che da oggi queste droghe possano essere vendute liberamente da chiunque e a chiunque quando invece sono già provati i loro danni alla salute. E’ sotto gli occhi di tutti la minaccia all’incolumità delle fasce più deboli della nostra società, in primis i giovani, i perfetti consumatori a cui sono indirizzate tali sostanze. Fra quelle reintrodotte, ad esempio il mefedrone e molti catinoni fra cui JWH-018 e JWH- 073, largamente utilizzati come principi attivi in alcuni dei più popolari sostituti sintetici della cannabis come Spice ed N-joy, lasciando quindi campo libero a molte delle sostanze vendute negli smart shop. Fra l’altro depenalizzando tali sostanze sintetiche psicoattive, l'Italia di fatto risulta omissiva nei confronti delle indicazioni europee. 
Per trovare al più presto una soluzione a questo problema abbiamo richiesto un incontro alla Presidenza del Consiglio. Un momento di confronto in cui la Comunità San Patrignano e una rappresentanza delle altre comunità terapeutiche si faranno portavoce di tutte le realtà che nei giorni passati hanno firmato un documento volto a valorizzare le azioni e strategie basate su un approccio centrato sulla persona e sul suo recupero e non sulla convivenza e cronicizzazione della tossicodipendenza. La necessità è quella di continuare a garantire e rafforzare il sostegno ai 664 Sert e alle oltre 1000 comunità terapeutiche già attive sul territorio italiano, favorire un intervento migliorativo delle norme che permettono ai detenuti tossicodipendenti di usufruire dei regimi alternativi alla detenzione, un rifiuto deciso della strada della legalizzazione della cannabis, un’implementazione delle campagne d’informazione e dei finanziamenti per la lotta alla droga.