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Tribunale: le riflessioni del Dirigente Canzio a chiusura del 2025, "dobbiamo fare comunità"

"La mission è quella di rendere un servizio allo Stato e al cittadino". Ampia partecipazione per il tradizionale scambio di auguri

di Silvia Pelliccioni
17 dic 2025

In attesa della Relazione sulla giustizia applicata, per un bilancio vero e proprio, con il Natale alle porte il punto, comunque, sull'anno ormai agli sgoccioli, che ha visto il Tribunale alle prese con uno “switch di mentalità” dovuto soprattutto alla digitalizzazione di sistemi, documentazioni e procedure, nell'ottica di una maggiore trasparenza e ragionevolezza nei tempi. Davanti al Segretario di Stato alla Giustizia Stefano Canti, al Presidente della Commissione Affari di Giustizia, Iro Belluzzi, rappresentanti dei corpi di polizia, gruppo interforze, magistrati, avvocati, cancellieri e dipendenti in generale, il Dirigente Giovanni Canzio tira, dunque, le fila di “un anno non comune, - dice - faticoso, stressante a tratti, ma che ha messo al centro la necessità di fare squadra con il fine della giustizia come collante”.

"Il Tribunale, - osserva Canzio - da un lato, deve rendere un servizio ai cittadini, andare incontro alle aspettative e bisogni, alle richieste di aiuto, di assistenza, dei cittadini che chiedono giustizia. Perché? Perché o si sono sentiti lesi nel loro diritto, oppure hanno subito un'ingiustizia, o è lo Stato che chiede che sia fatta giustizia per un crimine che è stato commesso. Questo è un luogo di ascolto. Nel Tribunale occorre ascoltare. Non è un luogo dove si decide soltanto. Si decide dopo aver ascoltato. Quindi il Tribunale deve essere una comunità composta da magistrati, avvocati, cancellieri che tutti i giorni, attraverso il dibattito, il contraddittorio, la discussione, elabora risposte. Più le risposte saranno adeguate ai bisogni, più saranno efficaci, più saranno di ragionevole durata, più il Tribunale godrà della fiducia dei cittadini. E se un Tribunale gode della fiducia dei cittadini, ne gode anche la Repubblica. Perché difendere lo Stato di diritto lo si può fare solo se il Tribunale funziona ed è apprezzato e stimato. Io ci credo moltissimo in questo".

Focus anche sull'orizzonte europeo, con l'accordo di Associazione, e la necessaria compliance alle regole dell'Unione: “La giurisdizione sarà la prima a subire l'onda d'urto del cambiamento” - osserva Canzio. "Questo allineamento che tutta la Repubblica dovrà fare - aggiunge - dovrà iniziarlo a fare prima di tutto il Tribunale. Perché qualunque cittadino potrà rivolgersi al Tribunale e pretendere che il suo diritto fondamentale venga riconosciuto secondo i principi e le regole dell'Unione".

Riflessione che s'intreccia con un momento “di pace e serenità” accompagnato dalla musica e l'apprezzato ensemble dei quattro flautisti dell'Istituto Musicale Sammarinese

Nel video l'intervista a Giovanni Canzio, Dirigente Tribunale Unico San Marino. 






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