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Tutela delle fonti, Consulta: “Non esistono deroghe accettabili”

Solidarietà dal Presidente dell'Ordine italiano, Carlo Verna: "Episodio farsesco. Sono certo che il sistema San Marino respingerà questa boutade"

7 ott 2020
Consulta per l'Informazione
Consulta per l'Informazione

Un nuovo intervento della Consulta per l'Informazione in tema di libertà di stampa e di espressione guardando, questa volta, ad un aspetto particolare, quello della tutela delle fonti nella professione giornalistica. Stigmatizza la richiesta che di recente l'Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali ha rivolto al quotidiano l'Informazione, per conoscere la fonte di una notizia di cronaca pubblicata dalla testata stessa.

La Consulta ricorda che la tutela delle fonti è un diritto-dovere, richiamato dagli organismi internazionali e sancito per legge, citando a proposito come sia la legge sull'Editoria, sia il Codice Deontologico, ma anche la stessa Legge sulla Privacy tutelino in toto il segreto professionale. “Riteniamo pertanto grave – scrive il Direttivo – che da parte dell'Autorità Garante venga anche solo formulata la richiesta di rivelare la fonte a giornale e giornalista, tra l'altro – prosegue – intimando una risposta entro 5 giorni, pena provvedimenti”. La Consulta segnalerà l'accaduto agli Organismi Internazionali deputati.

Esprime vicinanza alla Consulta e ai colleghi sammarinesi il Presidente dell’Ordine dei giornalisti italiani, Carlo Verna: “Questo episodio è farsesco – dice, lapidario - ed è contrario ad ogni principio internazionale sulla libertà di stampa. Sono certo, tuttavia – dice Verna - che il sistema San Marino respingerà questa boutade”.