Ucraina: un anno fa la strage di Odessa

Forte schieramento di polizia nella città di Odessa, dove ricorre l'anniversario della strage avvenuta un anno fa nel Palazzo dei Sindacati. Il 2 maggio scorso, a seguito di violenti scontri tra autonomisti, e sostenitori del Governo auto-proclamatosi di Kiev, un gruppo di manifestanti filo-russi si rifugiò nell'edificio. Una folla - composta tra gli altri da ultrà delle squadre di calcio di Odessa e Kharkiv ed estremisti di destra – circondò il palazzo e lo incendiò con un fitto lancio di bottiglie molotov. 38 persone, intrappolate all'interno, rimasero uccise: arse vive, soffocate dal fumo o schiantate al suolo nel disperato tentativo di fuggire. Secondo testimonianze, alcuni sopravvissuti alla caduta sarebbero stati linciati dagli assaltanti. 48 i morti, al termine della giornata di scontri; più di 200 i feriti.

GM

Dalla corrispondente Viktoriia Polishchuk: "E' passato un anno dalla tragedia di Odessa. 48 persone sono state uccise, per la maggior parte attivisti filo-russi. Dalle indagini è risultata una sfortunata coincidenza. Una provocazione finita fuori controllo, la loro conclusione.
Come ben noto, tutto è accaduto alla vigilia del cosiddetto "referendum" a Donetsk e Lugansk per la separazione dall'Ucraina. Il 2 maggio a Odessa, era in programma la partita di calcio. Prima dell'inizio, migliaia di tifosi e semplici cittadini hanno organizzato una marcia in centro "per l'unità dell'Ucraina", ma sono stati attaccati dai filo-russi. Pietre, bottiglie, bastoni e petardi sono stati lanciati nella loro direzione. Un attivista dell'opposizione pro-ucraina, la prima vittima. Dopodiché lo scontro lentamente si è spostato verso il Palazzo dei sindacati che si sospetta sia stato date alle fiamme. Coloro che si trovavano all'interno dell'edificio sono morti, soffocati dal gas. Gli esperti non hanno ancora confermato l'uso di agenti chimici vietati. La responsabilità dell'intera tragedia è della polizia, che non ha fermato le due fazioni prima del conflitto. Il principale imputato nella vicenda è l'allora capo della polizia della regione di Odessa, Dmitry Fuchedzhi, che risulta ricercato e e ora residente nel territorio della non riconosciuta Repubblica di Transnistria. Il presidente ha detto che l'indagine sarà completata non appena la Russia lo consegnerà per un interrogatorio.
Questa settimana, il servizio di sicurezza dell'Ucraina sta bloccando ogni attività separatista a Odessa. In programma misure antiterrorismo per prevenire anche le più piccole provocazioni in città".

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