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Ucraina: la corrispondenza di Viktoria Polishchuk

8 nov 2014
Ucraina: la corrispondenza di Viktoria Polishchuk
Ucraina: la corrispondenza di Viktoria Polishchuk
Il 5 novembre la scuola numero 63 di Donetsk è stata colpita da missili. In quel momento, i ragazzi erano in campo e stavano giocando a calcio. Due di loro – un bambino di 8 anni e un ragazzo di 17 – sono morti sul colpo. Altri 4 sono ancora in ospedale. Il bombardamento è stato così pesante che l'ambulanza non è riuscita ad arrivare fino alla scuola. Stando agli inquirenti, nei pressi dell'edificio non ci sono obiettivi sensibili e il disastro è solo segno della mancanza di professionalità di chi sganciato i missili.

Ma ci sono perdite anche fra i militari ucraini, soprattutto all'aeroporto di Donetsk. Attualmente è sotto controllo ucraino, ma i cittadini russi non hanno allentato la morsa, diffondendo video amatoriali sul web. Settimana dopo settimana continua lo scambio di ostaggi e ne fanno dei nuovi.

Intanto, la Russia continua a rafforzare la presenza di truppe lungo il confine ucraino. E continuano anche a rifornire di armi e di equipaggimenti nell'est ucraina, come rilevato dalla NATO.
“La Russia rispetta il volere della popolazione del sud-est del Paese”, ma non li riconosce. Questa è la posizione ufficiale del Cremlino, dopo le elezioni della scorsa settimana.
Il primo ministro dell'Ucraina, Yatsenyuk ha detto: “I cittadini dell'est Ucraina riceveranno i loro contributi non appena i territori verranno liberati dal militanti”.
Contemporaneamente, l'Ucraina non smetterà le forniture di gas e elettricità in territorio. “Sono nostri concittadini e il governo non permetterà che stiano al freddo perché porterebbe a una catastrofe umanitaria. Questo è il nostro territorio e questa è la nostra gente”.
Oggi la regione del Lugansk è rimasta al buio per danni alla linee elettriche.

dall'Ucraina, Viktoria Polishchuk