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Ue apre le frontiere 15 paesi. A San Marino comunicazione preventiva per chi arriva da Stati extra Ue o non aderenti a Schengen

di Monica Fabbri
1 lug 2020

Per conoscere la mappa dei contagi basta un salto in aeroporto. Nel tabellone degli arrivi solo 15 paesi. L'Unione Europea riapre le sue frontiere, ma non a tutto il mondo. Entra la Cina ma restano fuori Russia, Brasile, India, Israele e Stati Uniti. La scelta di Bruxelles segue l'andamento dell'epidemia, potrà quindi essere rivista ogni due settimane. Trump, però, non l'ha presa bene e ora si teme possa far scattare la rappresaglia, chiudendo le frontiere agli europei o agendo sui dazi. Fronte contagi la situazione negli Stati Uniti è critica: registrati ieri oltre 41.000 nuovi casi e 337 decessi mentre la pandemia continua a dilagare in America Latina.

In Italia la parola d'ordine è cautela. Prima contagiata nel vecchio continente ed oggi fuori dal tunnel, sottopone a quarantena gli arrivi extra Schengen, compresi i cittadini dei 14 Paesi inseriti dall'Unione Europea nella "lista verde", “per evitare – spiega il ministro della Salute Speranza - che vengano vanificati i sacrifici degli ultimi mesi". Massima prudenza, quindi, mantenendo in vigore l'isolamento fiduciario e la sorveglianza sanitaria. Il via libera dell'Ue è arrivato dopo una lunga maratona negoziale, trovando un equilibrio tra le esigenze sanitarie e quelle legate al turismo.

Per quanto riguarda i rientri a San Marino, c'è l’obbligo di comunicazione preventiva al Dipartimento Affari Esteri (o, nei casi di urgenza, alla Centrale Operativa Interforze) solamente in caso di provenienza da paesi non membri dell’Unione europea e non aderenti all’accordo di Schengen. Non sono pertanto soggetti a tale disposizione i viaggiatori che arrivano da uno dei 27 paesi dell'Unione, dagli Stati parte dell’Accordo di Schengen, da Regno Unito e Irlanda del Nord; Principato di Andorra, di Monaco e da Città del Vaticano.