L'università di San Marino supera il test dello Iep, l'Institutional evaluation programme. "L'ateneo si distingue per buone performance ed è molto rispettato dalla comunità sammarinese" si legge nel report del 2024 dell'agenzia indipendente sulla qualità. L'università è impegnata in un processo di miglioramento che le permette di rispondere alle criticità attuali e future. Secondo il team di cinque valutatori i punti di forza sono l'autorevolezza dell'università nella comunità sammarinese, il legame con l'Emilia Romagna, l'attenzione per gli studenti e lo stretto rapporto con i docenti. I punti critici sono invece l'attività di ricerca che soffre la mancanza di finanziamenti, i corsi di inglese, e la carenza di studentati che limita la capacità di aumentare il numero di iscritti. Apprezzati alcuni cambiamenti recenti come l’ingresso nello Spazio Europeo dell’Istruzione Superiore", l’adesione al programma Erasmus+ e l’obbligo di valutazioni periodiche esterne della qualità, e la possibilità di assumere docenti internazionali.
"Anche in parallelo con le procedure di accesso di San Marino all'Unione europea abbiamo potenziato tantissimo all'interno del progetto Erasmus la capacità di offrire corsi in inglese, la nostra attrattività rispetto a numerose università europee e internazionali", ha detto Luigi Guerra, prorettore dell'Università di San Marino. "Il discorso della lingua inglese è già nella relazione di medio periodo che faremo all'Istituto di valutazione e lo abbiamo superato, per lo studentato ci vorrà un po' più di tempo", ha aggiunto. "In questo caso la responsabilità è parzialmente dell'ateneo che mette a disposizione tutte le sue risorse, ma è il governo, è la Repubblica di San Marino che deve decidere se stanziare delle cifre anche non piccole per costruire degli studentati. Ci sono in corso grossi contatti e noi speriamo che al più presto si possa arrivare a risolvere questo problema".
Fra i pregi viene segnalato il “Patto Territoriale" che lega l’Università ad attori chiave della società sammarinese, tra cui i rappresentanti delle scuole locali, dell’amministrazione, delle imprese e dei sindacati, e affronta “temi come lo sviluppo futuro dell’Ateneo, le proposte di nuovi corsi di studio e le strategie di raccolta fondi”. Riconoscimento che inorgoglisce il Segretario di Stato Cultura Teodoro Lonfernini secondo cui “l'integrazione dell'università con il tessuto sociale e produttivo è fondamentale per formare i professionisti di domani e per contribuire alla crescita del Paese”. "Il lavoro che ci attende - continua Lonfernini - è raccogliere i suggerimenti emersi, per rafforzare ulteriormente l'offerta formativa e la competitività internazionale della nostra università.
Nel servizio l'intervista a Luigi Guerra, prorettore dell'Università di San Marino