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Vaccini: a Rimini decadenza iscrizione per 40 famiglie

5 set 2019
@ministerosaluteobblighi vaccinali
obblighi vaccinali

Hanno prenotato più volte l'appuntamento per la vaccinazione dei figli per poi non presentarsi: è successo a Rimini dove ora l'Amministrazione ha dichiarato la decadenza dell’iscrizione ai servizi per l’infanzia comunali per l’anno scolastico 2019/2020 per i bambini di 13 famiglie che, di fatto, non hanno presentato la documentazione valida a dimostrare il requisito di regolarità vaccinale, così come previsto dalla Legge vigente. Nello specifico si tratta di famiglie che già nel precedente anno scolastico avevano presentato richiesta di appuntamento per la vaccinazione trasmessa all’Ausl della Romagna. Richieste però regolarmente inevase, “spesso accompagnate da diffide e presentazione di documenti irrilevanti, - riporta una nota - con l’evidente intento di eludere l'assolvimento dell'obbligo vaccinale”. Dopo l'ennesima proroga concessa per permettere di regolarizzarsi ma senza esito, l’Amministrazione ha posto fine alla questione invalidando, in sostanza, le iscrizioni, con l'intento poi di riassegnare i posti lasciati liberi secondo l’ordine della graduatoria. “Questi atti – riferisce il Comune - si aggiungono ai 27 già notificati, per un totale di 40 procedimenti”.

A Forlì al momento sono sette le famiglie di minori già frequentanti i servizi educativi e scolastici comunali che non risultano in regola con il certificato della prima vaccinazione e il programma vaccinale definito dall'Ausl. Disposto come termine ultimo di proroga il 31 ottobre 2019, scaduto il quale si procederà, anche in questo caso, alla decadenza dell'iscrizione.

Misure che fanno stare sul piede di guerra il Comitato Libera Scelta Emilia Romagna, fortemente critico verso “le contraddizioni di un sistema – tuonano - che, anziché dare risposte, si contrappone duramente a famiglie che vogliono decidere in maniera consapevole sui trattamenti sanitari a cui sottoporre i figli e chiedono di saperne di più. L'interpretazione di questa legge, approvata con furia inaudita e in assenza di reale emergenza – sostengono ancora dal comitato - non è mai stata chiara: da subito si sono susseguite numerose circolari nel tentativo di coprire evidenti lacune. Non sorprende, quindi, che venga applicata in maniera disomogenea: ogni amministratore, ogni dirigente scolastico ha libertà di azione - ha specificato martedì la Regione Emilia Romagna. Capita, quindi, che ci siano comuni, come Rimini, assolutamente intransigenti e sordi alle motivazioni dei genitori, e altri, come Ferrara, dove è stato annunciato che nessuno sarà escluso".