C'è chi aspettava una risposta da anni. Ora la risposta è finalmente arrivata. La Commissione tecnica istituita dalla Segreteria al Territorio ha completato l'esame delle circa sessanta domande pervenute per la permuta e la vendita di porzioni di terreno pubblico non strategico sotto i 150 metri quadri.
Quattordici le pratiche accolte con orientamento favorevole. Per le restanti, si procederà all'archiviazione o alla formulazione di proposte alternative. I terreni approvati si trovano in diversi castelli — Serravalle, Borgo Maggiore, Fiorentino e Montegiardino — e riguardano aree con destinazioni diverse: zone agricole, strade pubbliche, aree residenziali e produttive. Le superfici cedute variano dai 10 ai 180 metri quadri.
In alcuni casi si tratta di vere e proprie permute, con scambio di porzioni tra privato ed Ecc.ma Camera; in altri di cessioni dirette, spesso accompagnate da servitù a tutela delle reti pubbliche esistenti — fognatura, sottoservizi AASS — o da prescrizioni legate alla viabilità pedonale e al verde. Il percorso non è ancora concluso.
Nei prossimi giorni verrà predisposta una delibera del Congresso di Stato — già anticipata da un confronto con le forze di opposizione e con le Giunte di Castello — per il successivo esame in Consiglio Grande e Generale, dove servirà una maggioranza qualificata di 39 voti.
Lunedì è inoltre convocata una nuova riunione della Commissione per valutare le domande più recenti. Il meccanismo risponde al regolamento voluto dalla Segreteria al Territorio e approvato lo scorso luglio: procedure standard, criteri oggettivi, nessuna discrezionalità politica. Un iter nato anche per fare ordine in un archivio che custodiva pratiche ferme da decenni — una delle permute recentemente votate in Consiglio risaliva addirittura al 1987. Regole uguali per tutti, dunque. E per chi ha ricevuto risposta positiva, la fine di una lunga attesa.