Logo San Marino RTV

Video shock sul Joseph: intervengono Achille Zechini e il segretario Tito Masi

24 mag 2007
L'ingresso del Joseph
L'ingresso del Joseph
Attenderanno qualche giorno prima di presentare un esposto sulla vicenda Joseph, i consiglieri che ieri hanno mostrato il filmato catturato di nascosto all’interno del locale. Aspettano forse che l’avvio dell’indagine avvenga d’ufficio dopo la documentazione presentata: un video che mostra una trattativa per prestazioni sessuali da parte di ragazze straniere. Il colloquio avviene tra l’autore del filmato con telecamera nascosta e un addetto del Dinner Pub.
Il titolare del Joseph ha negato ogni attività illegale limitandosi a dire che gli spettacoli sono quelli previsti dalla licenza. Sui controlli interviene il comandante della gendarmeria: “abbiamo fatto i controlli a suo tempo – dice Achille Zechini – ma a parte alcune contravvenzioni per la presenza di persone non in regola con il permesso, non abbiamo trovato nulla che facesse pensare ad attività illecite”. Controlli che la gendarmeria ha fatto anche su richiesta dei gestori del locale per la presenza di persone strane. In ogni caso nell’ambito delle sue competenze, il Colonnello Zechini ricorda in passato di aver rifiutato il permesso di soggiorno a una decina di ragazze che lo avevano richiesto per motivi turistici. Perché venute a San Marino per lavoro.
Controlli effettuati di recente anche dalla Polizia Civile. Fin dal 10 maggio infatti il segretario all’industria e commercio Tito Masi aveva chiesto all’ufficio competente di effettuare le verifiche del caso. Compito poi girato agli agenti che hanno effettuato il sopralluogo nel locale. Dalla relazione scaturita emergeva come l’attività svolta al suo interno per certi versi fosse conforme alla licenza di ristorante con spettacoli, erano però necessari ulteriori approfondimenti per la presenza di 8 camerini nella sala. “Andremo fino in fondo – afferma il segretario Tito Masi che della cosa aveva informato il Congresso – non dobbiamo coprire nessuno. Dispiace che chi ha ricevuto le prove o presunte tali relative ad attività illecite non le abbia segnalate tempestivamente alla magistratura. Per ragioni prettamente politiche. La pubblicità che ne è scaturita rischia di compromettere eventuali indagini future”.