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A chi conviene un divorzio con addebito dall'Unione dei comuni?

13 giu 2020
@diocesi San Marino Montefeltro
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Di certo non conviene ai cittadini e alle cittadine di San Leo. Il Consiglio comunale non ha ottenuto la maggioranza necessaria per uscire dall'Unione, perché il sindaco sostiene che il Comune ha deciso? Una decisione incomprensibile e senza alcun beneficio, che ci costerà caro e provocherà danni a tutti. Il sindaco Bindi smentisce l'assessore dell'Unione Bindi. Sarebbe bello assistere a un dibattito tra i due: il primo dice che l'unione è inefficace l'altro invece sostiene che l'unione ha raggiunto il 97% degli obiettivi. Durante il Consiglio comunale di ieri 12 giugno non è stata raggiunta la maggioranza qualificata necessaria in prima lettura per il divorzio unilaterale non consensuale dall'Unione, ma il sindaco dichiara ugualmente che il Comune ha deciso! Scelte come questa, che possono avere una ricaduta tangibile nefasta sul benessere dei nostri concittadini e concittadine, non possono essere assunte a colpi di maggioranza (per altro incerta sul voto) in un Consiglio comunale convocato online dopo quasi quattro mesi di silenzio, quando neppure i bilanci sono stati approvati, e col distacco che i mezzi informatici introducono, senza la possibilità della partecipazione dei cittadini. Neppure nel programma di mandato era prevista tale intenzione, talmente importante che non poteva essere omessa. Come gruppo consiliare “SiAmo San Leo” siamo consapevoli che vi sono criticità nella gestione dell’Unione di Comuni Valmarecchia, tant’è vero che alcuni dei dieci Consigli Comunali hanno approvato ordini del giorno chiedendo di avviare una riflessione, ma non condividiamo minimamente la scelta dell’Amministrazione di San Leo di recedere unilateralmente. Per quale motivo San Leo dovrebbe intraprendere una fuga in avanti non condivisa con i Comuni partner con cui ha assunto un patto di mutua solidarietà? Una decisione, questa, che porterà inevitabilmente San Leo all’isolamento. Un salto nel buio che non possiamo permetterci in un momento storico in cui occorre fare rete, e condividere le scelte per affrontare le numerose emergenze, sanitaria, economica, sociale che si stanno abbattendo sulle nostre comunità. Come si pensa di riorganizzare i servizi attualmente demandati all’Unione mantenendone i livelli qualitativi, in particolar modo i servizi socio-assistenziali che particolarmente in questo periodo di emergenza hanno dato sostegno e aiuto ad anziani, famiglie e giovani? Gli ultimi dati disponibili sulle performance dell'Ente del resto sono confortanti, con gli obiettivi raggiunti in percentuali elevatissime (97,55% nel 2018), e le quote per i Comuni aderenti costantemente calate complessivamente di circa 4/500.000€ l'anno negli ultimi tre. Il recesso unilaterale comporterà ingenti perdite finanziarie e patrimoniali e comporterà un periodo di confusione amministrativa dovuta alla riorganizzazione dei servizi all'interno del Comune, in un momento in cui ci sono ben altri problemi da affrontare. Facciamo appello a tutte le consigliere e i consiglieri di San Leo di riflettere e ponderare con responsabilità: la decisione non è ancora presa. Ci rivolgiamo a tutte le cittadine e i cittadini che nel 2009 hanno scelto di unirsi all'Emilia Romagna e a tutte le persone di buonsenso, proporremo presto un'assemblea pubblica sull'argomento. San Leo,

Il gruppo consiliare “SiAmo San Leo”