A Rimini il Comitato Per la Scuola in Presenza incontra il Prefetto: le istanze verranno portate al tavolo del Governo

A Rimini il Comitato Per la Scuola in Presenza incontra il Prefetto: le istanze verranno portate al tavolo del Governo.

Nella giornata di ieri si è tenuto l’incontro tra una delegazione del comitato riminese Per la Scuola in Presenza aderente a Rete Nazionale Scuola in Presenza e il Prefetto di Rimini Giuseppe Forlenza. Il comitato, composto da genitori e insegnanti, già da mesi impegnato a favore della scuola, ha posto all’attenzione del Prefetto la situazione paradossale che sta interessando gli studenti delle scuole di secondo grado: Rimini come tutta la regione Emilia Romagna si sta colorando di bianco ma agli adolescenti è impedito di frequentare la scuola come previsto invece dal DL 52 del 22 aprile. E’ giunto il momento che il Governo, sia informato di cosa sta accadendo nei territori e si faccia veramente carico della tutela del diritto all’istruzione coerentemente con quanto annunciato nella conferenza stampa dal Presidente Draghi, il 26 Aprile scorso – sostengono le referenti Montebelli , Calvano e Lombardi – quando si è proclamato che le scuole aprivano tutte, in ogni ordine e grado perché l’istruzione è l’architrave del nostro paese. Le percentuali di presenza a scuola in provincia di Rimini per volontà della regione Emilia Romagna, sono a malapena del 50-70% per non contare poi l’arbitrarietà nel definire contatto stretto in modo diverso da quanto specificato dal Ministero della Salute, attraverso l’ultima ordinanza regionale di fine aprile. Anche se a scuola i ragazzi rispettano regole di protezione anti-Covid, con un solo positivo in aula, i compagni vengono comunque considerati tutti contatti stretti con imposizione di 10 giorni di isolamento forzato anche se negativi. Ciò non accade in nessun altro ambito diverso dalla scuola, con un distinguo per i docenti ai quali invece sono applicati le comuni regole. Tutta la comunità si sta interrogando sulle tante diseguaglianze come effetto dei provvedimenti e protocolli regionali che non tengono conto della dilagante povertà educativa specie in contesti culturali con ridotte possibilità materiali, disagio sociale e incremento di abbandono scolastico, condizioni patologiche di salute psicofisica, calo vertiginoso degli apprendimenti. Inoltre per citare solo un altro esempio di discriminazione – riportano le referenti- studenti riminesi iscritti ai quatto licei contano ciascuno un diverso numero di giornate in presenza all’attivo per via delle diverse decisioni dei singoli Dirigenti Scolastici. Giornate che saranno diverse dai coetanei di altre regioni italiane, per non parlare poi del confronto con i ragazzi europei. Da noi in un anno e 2 mesi si è andati a scuola per soli 72 giorni e non c’è stata alcuna risposta alla richiesta di innalzare la presenza almeno nelle ultime due settimane di scuola. Con estrema preoccupazione si guarda alla ripartenza a settembre. Durante l’incontro con il Prefetto la delegazione del comitato riminese ha consegnato i Report Covid 19 di Regione Emilia Romagna degli ultimi due mesi, a prova del fatto che i nuovi casi registrati nel periodo di varo di questi provvedimenti restrittivi, sono crollati in fascia d’età 0-18 del 60 per cento. Il Prefetto si è impegnato a portare i contenuti dell’incontro e la reportistica regionale sul tavolo del Governo - riferiscono con gratitudine e riconoscenza le referenti.

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