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Adesso.sm, "C’è chi preferisce la macchina del fango al rispetto e alla trasparenza"

11 mar 2018
Quando certa politica non sa più a che santi votarsi per poter legittimare sé stessa, le azioni in chiaroscuro a cui è abituata, usa i mezzi più estremi, quelli che colpiscono basso, che sobillano, insinuano.
Come interpretare diversamente il recente comunicato del PSD che tenta di portare all’attenzione una falsata ricostruzione dei fatti che riguardano la recente revoca del ruolo di Magistrato Dirigente alla dott.ssa Pierfelici, attuando, appunto, l’arma dell’insinuazione?
Ma procediamo con ordine.
Chi era il responsabile della Giustizia negli anni scorsi? Non certo l’attuale segretario Renzi, che, in qualità di membro del Consiglio Grande e Generale non può, oggi, essere ritenuto responsabile di alcunché, nemmeno laddove si insinua l’incapacità di addivenire a deliberazioni condivise all’unanimità: tale
condizione è l’auspicio di tutti, ma le deliberazioni sono prese a maggioranza, così come definito dalla legge di riferimento (n.145/2003 art 8).
Purtroppo il vero corto circuito, che ha concretamente causato lo stallo dei lavori di questa Commissione, va ricercato nell’atto che ha determinato l’impossibilità di affrontare la questione, realizzatasi in maniera dirompente il 30 ottobre 2017, con la consegna dell’ormai famoso documento integrativo/appendice da parte del Magistrato Dirigente, nell’ambito dei lavori della Commissione Affari di Giustizia, documento su cui la Commissione era obbligatoriamente chiamata a confrontarsi e a trovare soluzioni.
Vale la pena ricordare che nella successiva seduta, quella del 22 novembre 2017, tre membri dell’opposizione, compreso il Presidente della stessa Commissione, di espressione dei gruppi di minoranza, si sono platealmente dimessi, impedendo qualsiasi possibilità di dirimere la situazione di grave blocco, rifiutando qualsiasi possibile riaggiornamento dei lavori, per approfondire le dirompenti informazioni
contenute in quel documento. Perchè tutto ciò sia avvenuto è il vero nocciolo del problema: bastava riaggiornarsi e affrontare la situazione, come chiesto da più membri di maggioranza, all’allora ex presidente Ugolini: la risposta fu un
netto no.
Allora, davanti ad un quadro degli eventi di questa palese chiarezza, perché qualcuno continua a seminare dubbi?
Perchè evidentemente non vuole veramente che il Tribunale lavori in piena autonomia negli ambiti che gli competono, procedendo senza influenze esterne alla conclusione di tutte le indagini aperte, di tutti i processi in corso. La maggioranza di Adesso.sm non intende in alcun modo interferire in un ambito così delicato, avendo la massima fiducia sul lavoro dei magistrati che sono strenuamente impegnati in attività difficili e delicate, non intende interferire né si permette di dare “ricette”: il Tribunale e i suoi Magistrati stanno lavorando e per tutti noi è l’aspetto più importante.
Si insinua una “ingerenza” da parte della attuale maggioranza, volta a togliere potere al Tribunale: se questa sciagurata e falsa ipotesi fosse vera, perché proprio i membri di maggioranza avrebbero sentito la necessità di richiedere, nella serata del 23 novembre 2017, la urgentissima riconvocazione della Commissione Affari di Giustizia? Convocazione che, come si diceva, è stata rifiutata?
La scomposta ricostruzione del PSD, il quale certifica uno scontro che non risultava a nessuno essere in atto, imputa al segretario Renzi la mancata azione di stemperamento del clima: ma se all’epoca veniva riferito dallo stesso Dirigente che il clima era serenissimo, cosa avrebbe dovuto stemperare? Casomai gli si
può imputare il massimo rispetto e fiducia nelle asserzioni del Dirigente stesso. Se al PSD risulta il contrario: ha effettuato denunce in merito alla supposta “partigianeria”? Ha presentato esposti? Ci piacerebbe che una volta tanto questi “difensori” ferventi di una parte e non dell’intero comparto, smettessero con le
boutade e provvedessero con gli atti concreti, se ne hanno.
“Il semplice odg” che cita il PSD, crede sia frutto di una chiacchierata tra amici? Che rispetto dimostra questo partito verso il lavoro difficilissimo dei giudici, che quando serve vanno difesi, quando non serve vanno trattati come traditori? Che rispetto mostra verso lo stesso ex Dirigente, che li ha coordinati per anni?
Che rispetto mostra il PSD quando insinua che si possano, da ora in avanti, rimuovere Giudici “semplici”?
Nessun rispetto, perché se dimostrasse un minimo di rispetto saprebbe che tale condizione che si è venuta a creare coinvolge il ruolo di Dirigente della dott.ssa Pierfelici e non mette in discussione, per alcun motivo il suo ruolo di Commissario della Legge, ma la politica seria può fare queste distinzioni, quella di vecchia
matrice, non ci riesce.
La bizzarra ricostruzione della disamina dell’odg deliberato dal Consiglio Giudiziario Plenario nella seduta del 5 marzo us, prosegue poi mettendo in dubbio che, una persona qualsiasi, sia essa cittadino comune, sia essa Dirigente, venuta a conoscenza di un illecito non possa sporgere denuncia: non è la Commisione Affari
di Giustizia che può provvedere a denunciare illeciti ma chi ne è venuto a conoscenza precedentemente, il quale deve rivolgersi agli organi preposti ed effettuare eventuale denuncia.
Su una cosa concordiamo con l’allucinato comunicato del PSD: che le indagini si devono aprire e concludere, anzi, lo stiamo dicendo da mesi e continueremo a lavorare affinché i titolari di processi e indagini possano essere lasciati liberi ed autonomi di procedere nel lavoro di perfezionamento e conclusione delle indagini, di tutte le indagini e processi, nessuno escluso.
La sconclusionata nota si chiude con l’accorata richiesta di voler “assolutamente” sapere se le durissime affermazioni della dottoressa Pierfelici hanno fondamento oppure no: ci pare che una prima, sostanziale risposta sia pienamente rintracciabile nei punti esplicativi contenuti nell’odg del Consiglio Giudiziario Plenario, la cui gravità ha portato alla revoca del ruolo di Dirigente, che ha delineato un quadro in cui le accuse verso la commistione tra “politica e giudici, tra giudici e malaffare” al momento non paiono essere sostenute da alcun atto di denuncia da parte di chi le ha estese, nel luogo meno appropriato, la Commissione Affari di Giustizia.
Concludendo, abbiamo l’impressione che vi siano reazioni scomposte da parte di qualche minoranza, abituata evidentemente ad altro clima, che preferisce la macchina del fango ad orologeria, quando si sente mancare la terra sotto i piedi, azionandola sui Segretari di turno: ieri era il segretario Celli, oggi il Segretario
Renzi, pur di non pretendere la massima trasparenza, la massima autonomia, il massimo rispetto; meglio generare un po’ di fumo per nascondere la mancanza di coraggio. Adesso.sm rinnova la massima vicinanza a tutti coloro che oggi operano nel Tribunale e auspica la conclusione dei processi e delle indagini in corso, rinnova altresì piena fiducia nell’operato del Governo e di tutti i suoi Segretari, consapevole che le azioni intraprese sono costruite sulla legalità e sulla massima trasparenza; per chi non si rassegna e genera ombre e fango rispondiamo che sapevamo che tutto questo avrebbe sollevato polvere… quella stessa polvere che coloro che oggi si ritrovano all’opposizione hanno nascosto sotto i tappeti per anni.


Comunicato stampa

Adesso.sm