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Adesso.sm: Giustizia, alle opposizioni non interessa trovare soluzioni ai problemi urgenti

28 nov 2018
Adesso.sm: Giustizia, alle opposizioni non interessa trovare soluzioni ai problemi urgenti
Cercare di adoperarsi per trovare immediata soluzione a problemi delicati ed urgenti in ambito giudiziario è ritenuto antidemocratico. Questa è una delle affermazioni ascoltate in merito al fatto che il Segretario di Stato competente in materia e il Presidente della Commissione Affari di Giustizia, quindi pienamente legittimati a farlo per ruolo istituzionale, abbiano dato seguito a quanto contenuto nella nota che il Dottor Battaglino, attuale Coordinatore del Tribunale, ha inviato loro, unitamente alla Reggenza, il 12 novembre scorso, nota nella quale descriveva ampiamente tali problematiche e tracciava le direttive in merito al percorso di individuazione di una figura altamente qualificata per il ruolo di futuro Magistrato Dirigente.
Tale attività è stata definita come “atto ingerente della politica” dai consiglieri di opposizione intervenuti in apertura della seconda sessione consiliare di novembre, così tanto illiberale da farli gridare al ricorso al Consiglio d’Europa; il Segretario Renzi e il Presidente Zavoli sono stati dipinti come loschi figuri che “avvicinano” le persone per far loro proposte inopportune; queste affermazioni si commentano da sole e squalificano clamorosamente coloro che le hanno pronunciate, sminuendo il ruolo istituzionale di Consiglieri.
Quello che abbiamo capito è che evidentemente alle opposizioni non interessa trovare soluzioni, seguire indicazioni qualificate e precise alle importanti ed urgenti problematiche segnalate dal Dottor Battaglino. In realtà lo avevamo intuito già in occasione della mancata nomina dei due sostituiti di Sua Eccellenza Luca Santolini e dell’attuale Segretario alla Finanze Eva Guidi, in seno alla Commissione Affari di Giustizia, votazione che richiede una maggioranza qualificata di 39 voti, con il concorso quindi dei voti delle opposizioni; per ben due volte non è stato possibile sostituirli, impedendo un chiaro esercizio democratico. Anche nell’ambito dei lavori odierni del Consiglio Grande e Generale l’opposizione ha ancora una volta rifiutato di sostituire i membri della Commissione Giustizia dimissionari, a conferma della mancanza di rispetto per le istituzioni e per il sistema democratico
Qualcuno ha addirittura millantato un improbabile “puntello” alla maggioranza fornito dalla nota del dottor Battaglino: frase ingiuriosa e inaccettabile, che fa passare un messaggio davvero offensivo e poco incline alla presa in carico dei problemi sollevati.
Ciò che è stato fatto ricalca pienamente i suggerimenti esplicitati, nessuno ha forzato leggi o regolamenti; la proposta non rappresenta una condizione singola; nulla vieta che vengano proposte altre candidature che, esattamente come quella avanzata, verranno valutate e prese nella massima considerazione.
La nomina del nuovo Magistrato Dirigente del Tribunale avverrà nel pieno rispetto delle leggi vigenti, nell’ambito del Consiglio Giudiziario Plenario, che è l’organismo competente. Il Consiglio Grande e Generale non ha alcun ruolo in questa nomina. Il fatto che un consigliere di minoranza abbia dato lettura di atti riservati della Commissione Giustizia, dopo che lo stesso consigliere e tutta l’opposizione si è strenuamente opposto a rendere noti i verbali della Commissione Giustizia nemmeno in via riservata ai soli consiglieri, denota disonestà intellettuale e assoluta mancanza di coerenza.
L’annuncio di una mozione di sfiducia nei confronti del Segretario alla Giustizia Nicola Renzi, con motivazioni palesamento inconsistenti, dà la misura di un completo disinteresse per i veri problemi del nostro Tribunale, sacrificato sull’altare della polemica politica a tutti i costi.
Le affermazioni contro la Magistratura pronunciate da Roberto Ciavatta, che oggi ha annunciato di essere rinviato a giudizio per alcuni reati e, pertanto, ha perso uno dei requisiti fondamentali per la permanenza all’interno della Commissione Affari di Giustizia e del Consiglio Giudiziario Plenario, sono da ritenersi gravemente lesive per l’autonomia ed il prestigio del Tribunale, e sono purtroppo in linea con reiterati tentativi di dividere i magistrati in buoni e cattivi a seconda della opportunità politica del momento.

Cs Adesso.sm