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Adesso.sm: il nuovo “giochino” della minoranza

25 lug 2018
Adesso.sm: il nuovo “giochino” della minoranza
Nel corso della Commissione IV che si è riunita nella giornata di ieri, si è consumato l’ennesimo tentativo di delegittimazione delle istituzioni. Non possiamo che spiegarci in questo modo il comportamento tenuto dai membri di opposizione che, dopo aver chiesto e ottenuto (cosa prevista dalla legge) la convocazione di una Commissione straordinaria nel corso della quale hanno potuto ascoltare dettagliati riferimenti da parte dei Segretari di Stato Simone Celli e Franco Santi riguardo le questioni di cui si richiedevano approfondimenti, fondi pensione e sanità, al termine della seduta hanno presentato una nuova richiesta di audizione identica alla precedente, di fatto esautorando i rappresentanti del Governo delle funzioni che gli conferisce la legge.
L’articolo 26, infatti, prevede che è facoltà del Congresso di Stato rispondere alle richieste di informazioni mediante propri membri oppure mediante l’audizione di funzionari appartenenti alla Pubblica Amministrazione o alle Aziende Autonome dello Stato.
Non spetta dunque al presidente della Commissione, né ai membri che la compongono, accogliere o meno una richiesta di audizione.
Nonostante la disponibilità del Segretario Celli a riferire sugli stessi argomenti in un comma congiunto tra le Commissioni III e IV; nonostante nell’ambito delle negoziazioni per il ritiro della nuova convocazione si sia andati incontro a quasi tutte le richieste dei membri di opposizione, questi hanno puntato i piedi riguardo l’audizione del Consiglio per la Previdenza del Fondiss e del Presidente del Consiglio di Amministrazione e non è servito spiegare loro che su certe questioni vige il segreto d’ufficio, né tantomeno che molte delle informazioni richieste possono essere reperite senza la convocazione di costose Commissioni. I membri di opposizione, infatti, sanno bene che nel Consiglio per la Previdenza sono presenti i rappresentanti non solo delle forze politiche di maggioranza, ma anche quelli di opposizione, nonché delle rappresentanze sindacali e non ci risulta che ad essi qualcuno abbia imposto il silenzio.
Probabilmente la minoranza pensava di disporre di un vasto menù dal quale poter ordinare audizioni a seconda dei propri gusti. Ci sfuggono però le reali motivazioni di tanta ossessiva attività.
Il fatto che su questi temi si sia già parlato nei vari dibattiti e che i membri di opposizione abbiano ricevuto tutte le informazioni durante l’audizione dei Segretari di Stato, senza considerare che i consiglieri hanno a disposizione tutti gli strumenti che la democrazia rappresentativa attribuisce loro (interpellanze, che possono essere trasformate in mozione per attivare un dibattito in Commissione, e interrogazioni), la successiva ulteriore richiesta ci sembra una palese forzatura attuata con un uso indebito di tempo e soldi pubblici.
Già perché questo nuovo modus operandi della minoranza, che nelle maglie del regolamento ha ravvisato impropriamente un appiglio per rallentare i lavori e mettere in difficoltà il Governo, è un “giochino” piuttosto costoso.
Non solo si impedisce alla Commissione di portare avanti i propri lavori, ma lo si fa fregandosene dei costi che ciò comporta per la collettività.
Preoccupati da questa tendenza che sta interessando anche altre Commissioni, nelle quali allo stesso modo si registra una “ordinarietà” della straordinarietà, i membri di maggioranza si sono recati ieri pomeriggio dalla Reggenza per segnalare questa deriva.


I membri di maggioranza della Commissione IV