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Adesso.sm: un’occasione persa

22 gen 2019
Adesso.sm: un’occasione persa
Il dibattito sul caso Asset poteva essere una buona occasione per riflettere intorno ad una vicenda che presenta una notevole complessità, sia per le implicazioni giudiziarie sia per la tutela del sistema bancario.
Purtroppo però, l’opposizione ne ha approfittato per scagliarsi a testa bassa contro governo e maggioranza.
Ormai è dall’inizio della legislatura che ci siamo abituati: su Asset Banca gli animi dei Consiglieri di minoranza non riescono ad essere sereni e tanto meno super partes.

Sarà perché i dirigenti di Asset si sono schierati a favore delle loro coalizioni? Sarà perché, come afferma la sentenza di primo grado del processo Mazzini, Asset Banca nasce in virtù di un patto spartitorio tra le componenti politiche della allora maggioranza Dc-Pss? Sarà perché nel conto Mazzini, sono emersi inspiegabili intrecci nella proprietà di quella banca?

Fatto sta che numerosi sembrano essere gli interessi più o meno legittimi che legano l’attuale minoranza con la galassia Asset Banca, tanto da ostinarsi da un lato a esaltare una parte degli atti giudiziari, confondendo la forma con la sostanza, una sentenza con una semplice ordinanza, e negando scientificamente l’esistenza dei procedimenti a carico dei vertici di quell’istituto.

Se è vero infatti che, almeno per ora, emergono errori nella gestione del commissariamento da parte della Banca Centrale di Savorelli, contro il quale il Congresso di Stato ha già avviato da tempo azioni di responsabilità, è altresì vero che quanto emerso nell’ambito del commissariamento, così fieramente contestato dall’opposizione, è stato giudicato valido da un altro magistrato, ovvero il Giudice Inquirente che ha ritenuto siano emersi elementi sufficienti per rinviare a giudizio i vertici per la gestione della banca stessa.

Sta di fatto che dall’esperienza ‘Asset’ si dovrebbe capire che esasperare il clima politico provoca danni all’intero sistema bancario e di conseguenza genera problemi di carattere economico. La gestione di una banca in crisi produce inevitabilmente instabilità di sistema e la politica dovrebbe in casi come questo, usare la massima prudenza, lasciando agli organi indicati dalla legge, il compito di prendere le decisioni e assumersi la responsabilità.

Giocare al “tanto peggio, tanto meglio”, piuttosto che fornire il proprio contributo per cercare di risolvere i problemi ereditati e le grandi sfide che abbiamo davanti, non dovrebbe essere concesso a nessuno, tanto più ai rappresentanti dei cittadini che hanno il dovere, oltre che il diritto, di difendere lo Stato e la sua economia.

Cs Adesso.sm