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Adesso.sm: opposizioni incapaci di tenere fede ad un accordo

20 apr 2019
Adesso.sm: opposizioni incapaci di tenere fede ad un accordo

I partiti di opposizione che si sono sperticati nel dire che vogliono difendere i risparmiatori e i dipendenti del Cis, una banca messa sotto osservazione speciale grazie al lavoro di Banca Centrale sostenuto dalla maggioranza, giovedì sera con il loro ostruzionismo hanno tentato di far saltare l’approvazione del decreto che concede al Commissario altro tempo per mettere a punto una soluzione. Ciò ha generato un rischio enorme per l’intero Paese, il fallimento infatti farebbe perdere tutti i risparmi ai depositanti compresi i fondi pensione. Grazie ad un difficile lavoro di mediazione e alla disponibilità e alla competenza del Segretario alle Finanze, siamo riusciti ad approvare il decreto in tempo utile per evitare il peggio, nonostante l’ostilità di alcuni consiglieri il cui unico interesse è quello di addebitare ai loro nemici responsabilità e compromissioni. Ieri quegli stessi oppositori smentendo i loro stessi partiti che hanno siglato un patto per evitare a San Marino un altro grande problema, hanno pubblicato un comunicato stampa che di fatto rappresenta un tradimento dell’accordo raggiunto. L’accordo prevede non solo di approvare la parte relativa alla proroga del blocco dei pagamenti, ma anche di scrivere una norma affinché eventuali aiuti di Stato che Banca Centrale ritenesse indispensabili, non vadano in alcun modo a beneficio dei proprietari del Cis. Dietro questo assurdo comunicato, così come dietro alla guerra che viene continuamente alimentata in Consiglio e nel Paese, non può che esserci un unico fine: far sì che i responsabili della grave crisi finanziaria restino al loro posto e magari tornino in possesso delle loro banche, come del resto è chiaro dalle continue battaglie fatte per favorire la vecchia proprietà di Asset e la vecchia dirigenza di Cassa di Risparmio. Noi comunque terremo fede all’impegno di approvare una norma che non possa favorire in alcun modo i vecchi proprietari di banche entrate in crisi, anche se ora sappiamo che per farlo non potremo contare sul contributo di quelle opposizioni.

Adesso.sm