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Alessandro Rossi (MDSI): Crisi Politica riflessioni e proposte di soluzione.

27 ago 2019
Alessandro Rossi (MDSI): Crisi Politica riflessioni e proposte di soluzione.

Proposta per realizzare un periodo di vacatio della maggioranza politica durante il quale aprire una fase di riflessione con tutti i portatori di interessi della Repubblica ed impostare le riforme prioritarie per il Paese. E’ evidente che la Coalizione Adesso.SM sia giunta al capolinea. Sono evidenti le responsabilità diffuse di una azione di Governo schiacciate su alcune Segreterie vicini a gruppi di potere. E’ evidente una rabbia e una fretta latente di veder terminare la legislatura da parte da parte della DC, sostenuta anche oggi dal editoriale del quotidiano vicini al ex managment di una Banca, come è evidente la rabbia di alcuni editoriali vicina ad un altro potere. E’ evidente anche la difficoltà di chi avendo scoperto le carte di un gioco truccato da parte dei propri partner di Coalizione (e per avere assodato le proprie incapacità di verificare le direttrici degli interventi legislativi nella prima fase di legislatura) è spinto da una parte a rompere e dall’altra a mantenere un potere contrattuale per impostare una politica che non sia una restaurazione ma un possibile nuovo inizio. I termini più usati dalla costituenda Libera sono Responsabilità e Pacificazione, il termine più usato da parte delle opposizioni è si ritorni presto a votare per una nuova coalizione di governo largamente rappresentativa. In mezzo a questo c’è l’esigenza di creare le condizioni politiche in maniera trasparente per una alleanza largamente rappresentativa che possa effettivamente affrontare i nodi cruciali del paese: Riforma imposte dirette ed indirette, Pensioni, parificazione dei rapporti di lavoro fra pubblico e privato, sostenibilità del bilancio e sviluppo economico per arrivare anche ad una presa di coscienza pubblica per un reale e condiviso approfondimento sulla situazione del Paese. Inoltre siamo prossimi ad una nuova valutazione di Fitch (Agenzia di Rating Internazionale) che potrebbe compromettere il “valore” di ogni azione di risanamento del Paese. Se il Rating di Fitch sul Paese dovesse essere ridotto i titoli di debito emessi eventualmente dal Paese pagherebbero lo scotto di altissimi tassi di interesse e questo ricadrebbe sulle spalle di tutti. In questa situazione delicatissima la politica dovrebbe dimostrare responsabilità e non avere fretta del voto che a detta degli attori principali determinerebbe solo i rapporti di forza tra i partiti e non un assestamento condiviso sulle le cose da fare e sul come farle. Andare a votare nella seconda settimana di novembre inoltre ha rischi altissimi in termini di possibilità per la politica di definire un bilancio di previsione prima della fine dell’anno e questo comporterebbe immediatamente il regime di esercizio provvisorio per il bilancio dello Stato che sarebbe una ulteriore grana non auspicabile sulla credibilità e stabilità economica del Paese. Una proposta concreta potrebbe essere ad esempio quella di una dichiarazione di termine della esperienza politica di Adesso.sm di una parte se non da tutta la Maggioranza, senza che questa sia seguita da un immediato ricorso alle urne. In questo modo il Governo rimarrebbe “controllato” da forze che non hanno più nessuna spinta riformatrice in una sorta di vacatio di potere e di controllo reciproco. In questo frangente si dovrebbe aprire fra gentiluomini un confronto vero sul bilancio e un consolidamento di riflessioni sulle riforme prioritarie, fissando una scala di priorità di intervento minime sulle quali il nuovo governo si impegnerà a procedere con un sostegno comunque allargato. Se in Politica ci fossero solo gentiluomini disinteressati una soluzione utile al paese la si potrebbe trovare con il contributo di tutti. Ma la realtà è che la politica non è per soli Gentiluomini e di questo si deve tenere conto. Non si spiegherebbero altrimenti gli errori grossolani di Adesso.sm,la ri-verginazione indifferente che sta tentando una parte dei Democrazia Cristiana, non si spiegherebbero gli strali violenti degli editoriali di Repubblica.sm e della Informazione contro chi comunque cerca di rimanere “ab utroque”. In conclusione i cittadini dovrebbero farsi una domanda: ”I protagonisti della politica vecchia e nuova si sono dimostrati in grado di adempiere al giuramento del Consigliere nella parte che recita di “non farsi trasportare da passioni di odio e amore e ogni altro riguardo” nella conduzione della vita pubblica? Sono stati in grado di continuare a rendere vivo il motto fondativo della nostra Repubblica “Relinquo vos ab utroque homini”? ovvero equidistanti dai poteri al di fuori del potere politico? Se la politica vuole ritrovare la propria capacità di soluzione dei problemi deve eliminare da se stessa ogni tentazione di interesse privato, ogni sete di potere e di vendetta e deve essere in grado di ragionare sui problemi del paese, quale migliore occasione di questo di una vacatio temporale di una maggioranza politica di qualche mese dove sfidarsi pubblicamente per ritrovare il senso della propria essenza e della propria azione? In tutto questo manca il protagonista principale che non si sent, siete voi miei cari concittadini: che futuro volete dare alla nostra amata Repubblica? Pensate che rimanere inerti sia ancora la miglior soluzione? Personalmente vi invito a ritornare alla Politica per un novo rinascimento democratico.

Comunicato stampa
Alessandro Rossi
Movimento Democratico San Marino Insieme