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Amarcord Romagna: Mazzucca e Balzani suggeriscono di ripartire dai territori

7 dic 2016
Amarcord Romagna: Mazzucca e Balzani suggeriscono di ripartire dai territori
“Se in alto pasticciano, l’innovazione istituzionale può ripartire dai territori”. Questo il punto di vista di Roberto Balzani e Giancarlo Mazzuca i quali, sottolineando come la Costituzione in vigore preveda all’art. 133 la possibilità di fondere le province, rilanciano l’idea della Romagna unita come spazio amministrativo. “L’avevamo già scritto da tempo: la Romagna può dare un segnale virtuoso al Paese, creando un’unica provincia dalle tre esistenti. I consigli provinciali non sono più eletti direttamente dai cittadini, ma conservano ancora funzioni importanti, dalla gestione del territorio all’istruzione, alla pianificazione. La dimensioni di oltre 1 mln di abitanti sembra ideale per sperimentare – attraverso la Provincia di Romagna – il governo di un’area vasta”. Sì, ma come fare? “Basta un pronunciamento dei consigli comunali, appoggiato dalla Regione. Non è impossibile. E’ facile, anzi”. Balzani e Mazzuca, che puntano pure sul recupero consapevole dell’identità culturale romagnola – il loro volume, Amarcord Romagna (Minerva Edizioni), è stato un successo dell’estate – sostengono da anni una tesi che, presso i romagnoli, è ormai divenuta senso comune. “La cultura romagnola riscalda il nostro cuore – concludono -: ora creiamo, semplificando l’esistente (quindi senza costi aggiuntivi!), una struttura amministrativa che parli alla nostra mente, ai nostri comuni progetti, al nostro futuro di comunità”. I partiti finora hanno nicchiato, bollando l’idea come separatista o elevando la posta (la regione autonoma). Ma ora potrebbero decidersi: la via di Balzani e Mazzuca, in Romagna, potrebbe essere un modo per riafferrare il pallino della politica, sfuggito di mano domenica scorsa.