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Amministratore Delegato Carisp, opposizione: "Non servono altri yes men"

3 mar 2019
Amministratore Delegato Carisp, opposizione: "Non servono altri yes men"
Cassa di Risparmio è la banca di proprietà dell’Eccellentissima Camera dunque di tutti i cittadini.
Non è la banca del governo, tanto meno della Segreteria Finanze.
Leggiamo sulla stampa di una rosa di candidati al ruolo di Amministratore Delegato oggi ridotta a tre e ritenuti dalla Segreteria Finanze “adeguati”: ci chiediamo a far cosa? Forse a seguire i dettati del Governo?
La nomina di nuovi Amministratori in Cassa potrebbe servire a fare l’interesse dei cittadini ristrutturando la stessa, e proprio per questa ragione non può essere solo Eva Guidi e la maggioranza a farla.
Crediamo invece che dovrebbe essere il Consiglio Grande e Generale ad indicare un indirizzo per risanare la Cassa dopo i disastri frutto delle scelte del Governo e di una maggioranza appiattita sullo stesso.
Il Consiglio di Amministrazione di Cassa dovrebbe comprendere figure con una comprovata esperienza in ristrutturazioni bancarie e recupero crediti: servono nomi di livello ma si vocifera che i tre nominativi prescelti dalla Segreteria Finanze siano ampiamente inadeguati, e che il governo abbia scartato l’unico nominativo di livello, forse proprio perché non sarebbe disponibile a subire pressioni.
Alla banca e al paese non servono altri yes men al servizio del governo o di chi per esso.
Non ci serve chi considererebbe tale nomina un’insperata vittoria della lotteria a cui sacrificare l’indipendenza d’azione.
Possiamo affidare questo passaggio esclusivamente alle decisioni di questo governo che ha nominato l'attuale Cda di Cassa, che ha nominato Zanotti , che ha nominato Guzzetta e ha nominato Moretti in BCSM?
Secondo noi NO, non ci sono le condizioni per fidarci.
Temiamo che la volontà del governo sia di tenere sotto controllo Cassa, nominando una figura gestibile e asservita, aggiungendo spese e inadempienze ad un quadro già oggi poco edificante.
La riduzione dei costi di gestione propagandata, infatti, non avrà luogo: introdurre un Amministratore Delegato al posto di un membro di Cda significa sostituire chi percepisce 40.000 euro con chi ne percepirà 250.000, e questo produrrà un aggravio dei costi nonostante i risparmi paventati sulla riduzione dei compensi agli altri membri del Cda.
Questa sovrapposizione di ruoli vanifica ogni riduzione dei compensi, e per questo auspichiamo il licenziamento del presidente Zanotti, la cui permanenza in Cassa conferma l’ingerenza governativa a discapito dell’operatività: la maggioranza ha perso la possibilità di allontanarlo votando l’ordine del giorno dell’opposizione in Consiglio, ora trovi il coraggio di arginare le prepotenze di AP che danneggiano il paese e non sono più accettabili!

Comunicato stampa congiunto
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