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ANIS: “Situazione sempre più grave e preoccupante. Chiesto un incontro con il Governo sulle criticità del sistema"

"Se vogliamo garantirci il futuro, occorre preservare il sistema economico e rilanciarne lo sviluppo con un piano strategico che abbia tempistiche e obiettivi chiari e condivisi”

18 giu 2020
ANIS: “Situazione sempre più grave e preoccupante. Chiesto un incontro con il Governo sulle criticità del sistema"

Ci rendiamo conto di ripetere ormai da molto tempo, e adesso all’unisono con tutte le parti sociali ed economiche, la preoccupazione per la grave situazione generale del nostro Paese, già molto critica prima della pandemia, e per l’assenza di un piano - e azioni concrete coerenti - per il suo rilancio. Tuttavia non possiamo esimerci dal ribadirla ancora perché, dopo tante occasioni sprecate di affrontare le criticità più evidenti e urgenti, restare immobili ora significherebbe non avere più chance. Vista la pesante incertezza che caratterizzerà l’andamento delle attività economiche nella seconda parte del 2020 e per buona parte del 2021, ANIS ha richiesto un incontro al Governo per discutere degli interventi che dovranno essere messi in campo al più presto. La nuova crisi ha aggiunto, agli altri ben noti problemi, la preoccupazione per il massiccio ricorso alla Cassa Integrazione e l’urgenza di fornire alle imprese una liquidità straordinaria: sono questioni indifferibili e per soddisfare questi bisogni servono al più presto ingenti risorse finanziarie. Nei prossimi mesi quindi il Paese si gioca gran parte del suo futuro, ma la mancanza di un vero piano d’azione e di iniziative da cui emerga un cambio di passo nell’affrontare i problemi, fa temere che di questo non ci sia piena consapevolezza. C’è la necessità di concentrare tutte le migliori energie del Paese, e non solo, per attuare con la dovuta determinazione una strategia per riprendere il controllo della situazione e al tempo stesso gettare le basi per un deciso rilancio del nostro sistema. Riguardo all’indebitamento, è evidente che le risorse vadano ricercate esternamente, ma ci si deve porre l’obiettivo di reperirle anche al nostro interno per non rischiare di essere schiacciati da un debito troppo grande e insostenibile. La scelta di attingere al prestito internazionale per 500 milioni di euro - che si aggiungerà al preesistente debito del Bilancio dello Stato - deve far ben riflettere e indurci a intervenire senza ulteriori indugi, a cominciare dai costi della macchina pubblica, così come dalle inefficienze e dagli sprechi in tutti i settori. Occorre imprimere una forte accelerazione ai lavori in corso per risolvere - una volta per tutte - le criticità del sistema bancario, affinché possa tornare a svolgere il ruolo di supporto alle famiglie e alle imprese. Senza dimenticare, nello stesso tempo, di dare una risposta alle altre priorità del Paese: la riforma delle pensioni, l’introduzione dell’IVA e i rapporti con l’esterno, ovvero Italia e Unione Europea. L’obiettivo deve essere quello di preservare le imprese e di stimolare lo sviluppo economico, così che si produca nuova ricchezza e una prospettiva solida e sostenibile per l’intera collettività. Chiediamo quindi nuovamente con forza al Congresso di Stato e a tutte le forze del Paese di stabilire un programma coraggioso e serio di lavori e interventi, con tempistiche certe e risultati misurabili nel tempo, per riportare in fretta la nostra Repubblica fuori dalle secche in cui è oggi intrappolata.

c.s. ANIS