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Anis sui decreti: alcuni interventi nella giusta direzione, altri da rivedere

7 mag 2020
Anis sui decreti: alcuni interventi nella giusta direzione, altri da rivedere

ANIS: “Consapevoli che una crisi così drammatica impone sacrifici a tutti indistintamente. Bene la riduzione dei costi differiti della CIG, anche se solo dal terzo mese in poi. Da emendare, invece, l’intervento sulle disponibilità personali dell’imprenditore in riferimento alla penalità del 15%. I nuovi Decreti vanno nella direzione a favore dell’economia reale, ma la priorità resta quella di dare il necessario sostegno di liquidità alle imprese per superare questo difficile momento”. Diversi interventi dei nuovi Decreti Legge promossi dal Governo vanno nella direzione di sostenere l’economia reale e nel contempo l’occupazione in questa fase di straordinaria difficoltà, altri invece devono essere rivisti per non rischiare di indebolire ulteriormente le imprese già fortemente provate dall’emergenza coronavirus, i cui effetti non sappiamo sino a quando si protrarranno. Certo auspichiamo misure ancor più incisive, soprattutto per alleggerire il carico di costi di quelle aziende che maggiormente hanno subito il crollo della propria attività, ma siamo consapevoli del fatto che una crisi economica e sociale così drammatica impone sacrifici a tutti indistintamente e che mai come oggi le sorti delle imprese, di chi ci lavora, dei cittadini e dell’intero Paese sono indissolubilmente legate tra loro. Per questo è fondamentale l’equilibrio dei vari interventi che si sostanzia non nel fare sacrifici da una parte per portare benefici a un’altra, bensì nel rinunciare ciascuno a qualcosa per poter insieme aspirare a un futuro sostenibile. Entrando negli aspetti più tecnici, prendiamo atto con soddisfazione che con il Decreto Legge numero 67 il Governo ha in parte accolto la nostra richiesta di ridurre i costi differiti della Cassa Integrazione Guadagni a carico delle aziende. Con questa norma, infatti, dal terzo mese di ricorso gli oneri riguardanti le ferie e la tredicesima sono posti a carico della Cassa per gli Ammortizzatori Sociali, ai quali dal quarto mese si aggiunge anche l’indennità di anzianità. Inoltre, al fine di sostenere le imprese e i lavoratori, il ricorso alla CIG per causa 4) (quella dedicata all’emergenza contingente) è utilizzabile senza limite fino al 31 dicembre 2020. In parallelo, per tutelare maggiormente i lavoratori, è stata allungata la durata della mobilità da 12 a 18 mesi, riducendone l’ammontare. Inoltre anche tutti coloro che non avevano raggiunto i minimi di attività lavorativa per accedere all’indennità di disoccupazione, ne avranno comunque diritto per 3 mesi al 30%. Riteniamo invece impropria la disposizione che rende sostanzialmente inapplicabile l’esenzione della penalità del 15% per le imprese in difficoltà che, non avendo disponibilità liquide per erogare la Cassa Integrazione Guadagni ai propri dipendenti, avessero necessità di chiedere all’ISS di provvedervi direttamente. La relativa norma, introdotta senza il necessario approfondimento, coinvolge peraltro le disponibilità personali dei soci dell’azienda, violando a nostro avviso il principio di separazione tra patrimonio delle società di capitali e quello personale dei soci. Auspichiamo pertanto che in sede di ratifica del decreto venga correttamente emendata. Altro aspetto positivo è l’allentamento delle restrizioni alla mobilità dentro e fuori dal territorio della Repubblica di San Marino e la contestuale assimilazione a quello delle Regioni Marche ed Emilia Romagna. A tal proposito, sarà fondamentale, come ribadito dallo stesso Commissario Straordinario per l’emergenza dottor Arlotti, il rispetto del distanziamento interpersonale, ribadendo che nei luoghi di lavoro non aperti al pubblico l’uso delle mascherine è indispensabile solo quando la distanza non si può mantenere. Vi è poi un tema particolarmente sensibile per le imprese in questo momento: la liquidità. Ovvero la reale e urgente necessità di accedere ai nuovi finanziamenti bancari assistiti dalla garanzia dello Stato e destinati a sostenere i costi del personale, gli investimenti e in generale il capitale circolante per supportare l’operatività aziendale. Anche a fronte delle incombenti scadenze del 10 maggio per il pagamento degli stipendi e del 20 maggio per il versamento dei contributi ISS, è fondamentale che la risposta degli istituti di credito diventi tempestiva ed efficace. Strettamente collegato a questo vi è il Fondo Straordinario a sostegno del rilancio dell’economia che, stante le risorse estremamente limitate del bilancio pubblico, risulta ancora insufficiente rispetto alle necessità di oggi e dell’immediato futuro e dovrà essere alimentato principalmente con linee di credito esterne, su cui aspettiamo di ricevere notizie a breve. È infatti necessario che le risorse immesse nel Fondo permettano da un lato alle imprese – specialmente quelle più in difficoltà – di resistere e superare la grave criticità del momento con aiuti concreti, dall’altro allo Stato di finanziare politiche espansive, evitando qualunque spesa improduttiva, al fine di rendere sostenibile questo debito e quindi il bilancio pubblico. ANIS