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Anpi Rimini, ancora gadget nazifascisti nei negozi a Rimini

17 ago 2019
Anpi Rimini, ancora gadget nazifascisti nei negozi a Rimini

Non è la prima volta che all’indomani della commemorazione dell’uccisione dei Tre Martiri ci ritroviamo a commentare un fatto di presenza di gadget nazifascisti nei negozi della passeggiata riminese. Nell’estate del 2010 alcuni attivisti della nostra associazione passarono in rassegna le vetrine incorniciate dall’anitcorodal e coperte dalle tende dei bazar di souvenir riminesi e il risultato fu di ritrovare una decina di negozi che trattavano questi articoli con molta disinvoltura. Anche allora segnalammo alla cittadinanza e alle autorità questo degrado culturale. Per tutta risposta ricevemmo dalla stampa interviste ai negozianti che dicevano che accanto alle bottiglie di vino di Mussolini e Hitler si trovavano anche quelle del Che (che, ricordiamolo, ha combattuto per il suo popolo contro l'oppressione capitalistica degli Stati Uniti e per questo è stato ucciso in Bolivia) e di Stalin (che va ricordato non solo per i gulag scoperti solo negli anni ‘50, ma per correttezza storica dobbiamo dire che fu per merito dell’URSS di Stalin assieme al Regno Unito di Churchill e agli Stati Uniti di Roosevelt, che vennero sconfitti nazismo e fascismo artefici della dichiarazione di guerra al mondo dal ‘39 al ‘45). Da par loro le autorità rimasero indifferenti, nel nome di un turismo senza principi. D’altra parte “pecunia non olet”. E la nostra associazione che fa? E’ vero, Rimini non è ancora convinta di questa battaglia, ma l’Anpi provinciale riminese assieme a quella forlivese nel 2017 ha iniziato una lotta senza confini a Predappio, dichiarando guerra alle marce fasciste, ai negozi di gadget, alle persone che il 28 ottobre (e non solo) indossano senza pudore fez, manganelli e magliette indegne inneggianti Auschwitz; e che brandiscono il saluto romano come una spada (ma quest’anno, dopo le innumerevoli denunce, al posto del braccio teso poggiano la mano sul cuore). Certamente in un momento storico come questo, difficile non solo per i diritti civili ma soprattutto quelli umanitari (ricordiamo che ancora oggi alla nave della ong Open Arms con a bordo più di cento persone, vicino alle nostre coste, è impedito da svariati giorni di far sbarcare persone che fuggono da luoghi dove non è garantita loro la vita), non è facile fare impegnare gli amministratori e i cittadini su questi temi scomodi, ma non si deve mollare un impegno quando in gioco c’è la sopravvivenza di una convivenza civile. Grazie quindi al cittadino torinese per il suo certosino lavoro di segnalazione e di sensibilizzazione. A lui la nostra riconoscenza antifascista.

c.s.
Giusi Delvecchio, presidente Anpi comitato provinciale Rimini