Appello NON ESISTONO CITTADINI DI SERIE “B” per un diritto alla residenza anagrafica a tutt@

Appello NON ESISTONO CITTADINI DI SERIE “B” per un diritto alla residenza anagrafica a tutt@.

In queste settimane di emergenza sanitaria da Covid-19 stiamo cercando di tenere accesa una riflessione nonché l'attivazione di azioni concrete rispetto alle tante categorie sociali vulnerabili ed escluse dagli interventi governativi, tra le quali le persone senza dimora. Una categoria sociale non omogenea, rappresentata da oltre 55.000 persone in Italia (secondo i dati ISTAT 2014) alle quali si aggiungono le migliaia di migranti fuoriusciti dal circuito dell’accoglienza per effetto dei Decreti Sicurezza e Immigrazione. Oltre 200 quelli stabilmente presenti sul territorio riminese. L'obbligo e l’invito ribadito e diffuso dal Governo attraverso ogni canale così come dalle varie istituzioni è quello di restare a casa, ma dove restano le tante persone che una casa non ce l'hanno? Per questo la rete locale delle Unità di strada per persone senza dimora nel Comune di Rimini e l’Associazione Avvocato di strada - sportello di Rimini hanno diffuso degli appelli affinché Prefettura ed Enti Locali individuino celermente delle strutture ricettive da poter trasformare in alloggi temporanei per le persone senza casa o in precarietà abitativa, così da creare luoghi/spazi protetti e sicuri anche per loro, perché da questa crisi ne usciamo se non lasciamo indietro nessuno. Accanto al tema della mancanza di alloggi e luoghi di riparo per le persone senza casa vi è quello importantissimo dell’accesso all’iscrizione anagrafica e alla residenza fittizia. Lo Sportello “Diritti per tutti” promosso da Rumori Sinistri e quello di Avvocato di Strada hanno inviato, nel mese di febbraio, all'Ufficio Anagrafe del Comune di Rimini, diverse richieste di residenza per persone senza dimora che vivono stabilmente da anni a Rimini e qui hanno il loro centro di interesse nonostante non abbiano una casa. Alcune di queste richieste sono state tempestivamente evase ed accolte, mentre altre non hanno ancora ricevuto risposta. Sappiamo delle carenze del personale con il quale l'Ufficio Anagrafe fa i conti ogni giorno, già prima del Covid-19, della notevole mole di lavoro da esaminare e di come l'iperburocrazia non abbia aiutato nella riorganizzazione del lavoro. Allo stesso tempo crediamo che questa emergenza sanitaria ci abbia obbligato a confrontarci con una realtà nuova, differente, nella quale se davvero la cura e la salute di tutti e tutte sta a cuore alle Istituzioni allora il loro impegno quotidiano si deve tramutare in azioni concrete affinché nessuno/a resti indietro. L’iscrizione alla Anagrafe comunale è un diritto soggettivo (e non concessorio) riconosciuto dal nostro ordinamento (Legge anagrafica, Legge n. 1228 del 24.12.1954) a tutti i cittadini che ne hanno facoltà e che permette l'accesso a una serie di diritti fondamentali tra i quali quello alla salute (previsto dall'art.32 Cost), che acquista in questo momento in particolare, una priorità assoluta. Ma la residenza anagrafica per tante persone senza dimora resta un diritto inaccessibile. Senza residenza non si ha accesso al sistema sanitario nazionale se non per cure di pronto soccorso, non si può scegliere un medico di base, tanto più necessario in questo periodo di emergenza Coronavirus, non si può ricevere una pensione, non si ha diritto all’assistenza dei servizi sociali, in molti casi di fatto non si può lavorare. Un vero e proprio ostacolo alla piena cittadinanza, ad una vita degna. Tutto ciò vale allo stesso modo per i richiedenti asilo presenti sul territorio comunale, in possesso di un permesso di soggiorno provvisorio ma impossibilitati a iscriversi in Anagrafe a causa della posizione assunta dall’Amministrazione Comunale rispetto alle norme del Decreto Sicurezza (c.d. “Salvini”). Non è più sostenibile attendere l’eventuale risposta positiva dei Tribunali e della Corte Costituzionale (decisioni nuovamente rinviate a causa dell’emergenza sanitaria in corso), ma occorre dare sin da ora la possibilità ai richiedenti asilo di iscriversi in Anagrafe, come del resto già deciso dai Sindaci in numerosi altri Comuni, anche della stessa regione Emilia-Romagna. A partire da queste considerazioni, dal periodo di emergenza che stiamo vivendo, dalla capacità che avremo di ripensare i servizi per le PSD, i vuoti e le mancanze degli interventi a loro dedicati chiediamo:  la tempestiva definizione delle richieste di residenza per persone senza dimora già inoltrate e la semplificazione della procedura e della presentazione dei documenti per quelle che verranno depositate, quantomeno fino al termine dell’emergenza sanitaria;  Al Sindaco di Rimini e all’Amministrazione Comunale di rivedere la propria posizione sul diniego di richieste di residenza presentate dai richiedenti asilo nel comune di Rimini;  che sia individuata una o più strutture per l’accoglienza delle persone che si trovano in strada nel nostro territorio in questa emergenza. Supereremo questa situazione solo rivedendo il vuoto e le mancanze che ci sono intorno alle persone senza dimora e senza casa. Ed è solo ripensando il sistema della semplificazione delle procedure per il riconoscimento della Residenza eviteremo che anche questa emergenza sanitaria e la crisi economica che verrà, sia pagata dai più deboli.

PROMUOVONO
Associazione Rumori Sinistri
Avvocato di Strada Onlus – Rimini

ADESIONI
Caritas Diocesana Rimini
Capanna Betlemme – Comunità Papa Giovanni XXIII
Croce Rossa Comitato di Rimini
Circolando/Coop Cento Fiori

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