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Area Democratica sulla mancata presa d’atto dei due Giudici di Appello

12 nov 2019
Area Democratica sulla mancata presa d’atto dei due Giudici di Appello

Lo scorso giovedì è arrivata la convocazione straordinaria del Consiglio Grande e Generale per evadere i punti contenuti nel Decreto Reggenziale di scioglimento; tuttavia, con una punta di stupore, l’Ordine del Giorno non presentava né il comma comunicazioni né - soprattutto - la presa d’atto dei due Giudici di Appello. Presa d’atto che - ricordiamo - per la quinta volta l’Aula Consiliare non ha trattato. Per questo motivo abbiamo chiesto che venisse aperto il comma comunicazioni, per non lasciare cadere nel vuoto e nelle dinamiche elettorali, un atto dovuto del Consiglio Grande e Generale. Non è interesse né volontà di Area Democratica criticare o entrare nel merito delle decisioni assunte dalla Reggenza che - per quanto ci riguarda - vanno rispettate. Quello che però vogliamo evidenziare è come siano mutate le posizioni nel corso delle ultime settimane, in particolare la posizione del nostro Partito, SSD, che proprio nella necessità della presa d’atto ha sempre trovato un punto di condivisione unanime, e che ha più volte assunto questa posizione all’interno dei propri organismi. Ad oggi, possiamo solo constatare che le ragioni di questa mancata presa d’atto non siano chiare né per noi né per la cittadinanza e che risolvere il tutto con delle non ben precisate “questioni tecniche” non sia sufficiente a questo continuo tergiversare. È necessario infatti ribadire che la presa d’atto della nomina dei due giudici d’appello, avrebbe consentito al Tribunale di lavorare al meglio. Vogliamo ribadire quindi quanto affermato dai Consiglieri Carattoni e Francioni durante il comma comunicazioni: questa mutata posizione è contro l’interesse del Paese e le conseguenze delle posizioni politiche di queste settimane avranno conseguenze impattanti. Purtroppo, nonostante la nostra posizione sia immutata, prendiamo atto di un esito scontato di un braccio di ferro poco credibile tra i Partiti nell’Ufficio di Presidenza.