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Assistenza integrativa non sanitaria: lettera di protesta da una esercente

9 feb 2017
Assistenza integrativa non sanitaria: lettera di protesta da una esercente
Pubblico a mezzo stampa la presente mia lettera con lo scopo di sollecitare gli organi competenti affinché la questione della concreta, corretta e fattiva applicazione del Decreto Delegato 24/02/2016 in materia di assistenza integrativa non sanitaria venga risolta quanto prima. Il mio atteggiamento – e quello degli altri operatori regolari del settore - è stato sempre ed è tuttora di fiducia verso le istituzioni e verso le persone che incarnano e danno vita agli organi istituzionali, tuttavia - nonostante noi si siano esperiti tutti i percorsi possibili (mail informative a far data dal luglio 2016 a tutt'oggi, segnalazioni formali all'ispettorato del lavoro, incontro con Segretario di Stato al Lavoro, sollecitazione di un tavolo condiviso con i vertici ISS e coi funzionari della Segreteria al Lavoro) - ad oggi la situazione è la medesima di un mese fa, quando abbiamo incontrato il Segretario Zafferani per esporre le gravi criticità derivanti dalla non applicazione del DD 24/2/2016. Oggi, rispetto un mese fa, si aggiunge un'aggravante: una storica azienda del settore ha recentemente congelato il proprio Codice Operatore Economico a fronte della mancata applicazione del sopramenzionato D.D, stessa scelta fatta da un'altra Operatrice Socio Sanitaria, sempre in seguito alla non applicazione della normativa in vigore atta a contrastare il fenomeno del lavoro nero imperante. Io, per ora – seppur a fatica – resisto, ma non so per quanto.
Nonostante gli incontri e le segnalazioni, finora non abbiamo avuto nessun riscontro concreto.
Inoltre, l'informativa fornita alle famiglie in merito all'assistenza privata è contraddittoria, imprecisa e fuorviante: laddove l'informazione è contraddittoria si crea terreno favorevole al perdurare e prosperare del lavoro nero. Un esempio? Sulla bacheca del reparto di Geriatria compare una comunicazione in cui si spiega all utenza chi può validamente esercitare assistenza integrativa: soggetti con COE/parenti/ lavoratori da assumere dalle liste del Servizio Territoriale Domiciliare... Io mi sono informata personalmente il giorno stesso dell'affissione in bacheca dell'avviso: nessun lavoratore era in lista.
Inoltre, a mio avviso, fare un “copia e incolla” del testo legislativo non è fare informazione per le famiglie. Gli utenti sono confusi ed è su questa non informazione che si radica il lavoro nero. Il lato grottesco di tutto ciò (come se quanto espresso fino ora non fosse già sufficiente) è che non si effettua alcuna forma di ispezione a sorpresa in corsia, perché sia l'ISS che l'Ispettorato del Lavoro negano la competenza. In altri termini: che legge è quella che non individua l'organo deputato al controllo circa la sua concreta applicazione? E che legge è quella che non prevede una sanzione nel caso di inottemperanza al precetto che essa impone? Le risposte che ci sono state fornite fino ad oggi sono state avvilenti ed umilianti. Eppure i funzionari dell Ispettorato del Lavoro potrebbero contestare la flagranza del lavoro nero, presupposto formale necessario per applicare la sanzione... Questo è lo stato dei fatti: in queste acque paludose nuotano beati è sempre più grassi gli alligatori che fanno e appaltano lavoro nero... In questa palude affondano 3 realtà imprenditoriali. Ora si richiede celermente una risposta tempestiva ed esaustiva: le istituzioni vogliono che questo comparto sia gestito da professionisti fiscalmente trasparenti oppure preferiscono che gli alligatori continuino a nuotare pascendosi di carne umana nella forma del caporalato? Ora servono fatti concreti e servono quanto prima! Uno Stato (coi suoi funzionari) che accetta che ancora solo per un giorno si protragga questo disagio è uno Stato complice perché noi abbiamo compiuto in piena fiducia tutti gli step: abbiamo effettuato segnalazioni e sollecitato interventi. Ora nessuno può fingere di non sapere.
Non voglio arrivare a pensare che uno stato che in ogni comparto del lavoro si pone a tolleranza zero verso il lavoro nero (come è sacrosanto che sia!) e reagisce erogando pesanti sanzioni ai trasgressori, al contempo accetti l'esistenza di una zona franca dove le regole non hanno alcun valore, sopratutto proprio sotto al suo naso: nelle corsie dell'Ospedale!
Uno Stato che ha optato per una rinnovata e pervasiva trasparenza fiscale attraverso lo strumento SMaC Card e commina ammende al barista che non mi “smacca” il caffè, a tutt'oggi, ignora i numerosissimi casi di lavoro nero nel suo nosocomio. Gli imprenditori dell'assistenza che hanno sospeso i loro Codici di Operatori Economici rappresentano non il loro fallimento, ma il tracollo dell'eticità delle istituzioni.
Ora – ancora una volta - lo Stato e la cittadinanza sono stati informati, e nessuno potrà dire di non sapere: aspettiamo azioni decise e forti e le aspettiamo “ieri”.
Barbara Bartolini, Operatrice Socio Sanitaria con regolare Codice Operatore Economico.