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Associazione Accoglienza della Vita: chiediamo al Consiglio Grande e Generale chiarezza sul tema dell'aborto

27 lug 2019
Associazione Accoglienza della Vita: chiediamo al Consiglio Grande e Generale chiarezza sul tema dell'aborto

Dopo aver ascoltato tutta la serie di interventi nel Consiglio Grande e Generale sul disegno di legge “Norme in materia di procreazione cosciente e responsabile e di interruzione volontaria di gravidanza”, non possiamo esimerci dall’esprimere queste considerazioni, per riportare il dibattito ai fattori di ragionevolezza che sembra si siano persi lungo il complesso iter. L’aborto libero e gratuito non è affatto una risposta ai problemi derivanti dalle gravidanze indesiderate; ogni soluzione legislativa non può che partire dalla presa di coscienza della realtà naturale: che ogni concepito è una vita umana e che l’aborto uccide una vita umana; che il concepimento avviene con il concorso di un uomo e di una donna e che, quindi, esiste sempre un padre del concepito, cui devono essere riconosciuti i diritti e i doveri. La Dichiarazione dei diritti di San Marino afferma che la “madre” ha diritto all’assistenza e alla protezione della comunità: quindi l’ottica della norma fondamentale è totalmente diversa da quella della proposta di legge, perché la donna incinta non viene vista come un “problema”, che in qualche modo deve essere risolto, ma come un “bene” che riguarda tutta la comunità; perché un bambino – come sappiamo bene – è una speranza per tutta la comunità. La proposta smentisce radicalmente questa impostazione, lasciando la donna sola e proponendogli soltanto la via (che sembra) più facile, quella di uccidere il suo bambino: ma è una soluzione che dimostra che la comunità si vuole disinteressare di lei e del suo bambino, vuole rinchiudersi nell’egoismo. Il preambolo della Dichiarazione dei diritti dei cittadini e dei principi fondamentali dell’ordinamento sanmarinese, richiamando le «gloriose tradizioni di libertà e di democrazia della Repubblica», ripudia «ogni concezione totalitaria dello Stato». La proposta di legge è un’evidente manifestazione di una concezione totalitaria dello Stato: quando propugna un’educazione sessuale pubblica obbligatoria in tutte le scuole, violando gravemente i diritti dei genitori all’educazione dei loro figli, e quando impedisce ogni richiamo alla verità della gravidanza e dell’aborto a tutto il personale, in modo che il bambino ucciso resti nascosto e dello stesso non si parli. Particolarmente grave poi è la previsione di esclusione degli obiettori di coscienza dalle assunzioni da parte dell’ISS: se l’obiezione di coscienza è un diritto – che è tutelato dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo ma soprattutto dall’art. 6 della Dichiarazione dei diritti dei cittadini e dei principi fondamentali dell’ordinamento sanmarinese – evidentemente non può dar luogo a discriminazioni nei confronti di chi lo esercita: altrimenti non viene garantita, come prevede l’art. 6, la libertà di coscienza della persona. ABBIAMO INVIATO LE NOSTRE CONSIDERAZIONI A TUTTI I COMPONENTI DEL CONSIGLIO GRANDE e GENERALE PER APPROFONDIRE IL GIUDIZIO QUI ESPRESSO A PROPOSITO DEL DISEGNO DI LEGGE “NORME IN MATERIA DI PROCREAZIONE COSCIENTE E RESPONSABILE E DI INTERRUZIONE VOLONTARIA DI GRAVIDANZA”. VI RIMANDIAMO ALLA LETTURA DI QUESTO MAGISTRALE DOCUMENTO CHE TROVATE A QUESTO INDIRIZZO: http://tinyurl.com/yy7rweua

Associazione Accoglienza della Vita