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Blindsight Project precisa sulla manifestazione di domenica

14 set 2016
Blindsight Project precisa sulla manifestazione di domenica
Gent.mi, Sigg. Sindaco, Assessori Comune di Rimini, e Federasma,

mi permetto di disturbarvi perché, in seguito ad una serie di articoli recenti, riguardo il sig. D’Amico, dell’Hotel Saint Gregory Park di Rimini, multato per aver negato l’accesso al cane guida, che come saprete non è certo un capriccio, ma è considerato ausilio per persona disabile della vista, mi trovo costretta a chiarire direttamente con voi quanto accaduto, e quanto non dovrà più accadere, non solo per la legge dello Stato Italiano, in questo caso la n.37/74 ed anche la n.67/06, quanto per la Convenzione Onu per Persone Disabili, ratificata dall’Italia ben 10 anni fa, e ne ricorre l’anniversario proprio tra pochi giorni.

Partendo dal glossario, mi permetto di suggerire quello giusto: siamo persone cieche, e ipovedenti, quindi PERSONE disabili visive, in questo caso con CANE GUIDA.

E’ sbagliato il concetto di “manifestanti”, in quanto era un SIT-IN di persone con cane guida, che si sono trovate insieme fuori dall’hotel in questione, e solo due di noi sono entrate accompagnate dal proprio cane, per poter parlare con il D’Amico. Lui invece è arrivato da fuori, da noi che aspettavamo in silenzio e tranquilli, unica cosa in mano, oltre alla maniglia del nostro cane, la locandina della onlus che presiedo, Blindsight Project, per persone disabili sensoriali, e che informa sui diritti del cane guida che accompagna persona disabile visiva, per la legge 37/74.

Invito Federasma a riflettere sulle proprie pubbliche dichiarazioni: l’OMS mette ai primi posti le disabilità sensoriali, soprattutto visive, e purtroppo non è scelta nostra essere autonomi con un cane, in quanto non tutti possono permettersi un accompagnatore, e siamo in molti.

Il compromesso che si chiede dovrebbe inizialmente partire dall’IGIENE DELL’HOTEL, che dalle recensioni su TripAdvisor per l’hotel in questione, non sembra brillare, ma sono solo recensioni e quindi poco attendibili, non discuto sulla perfetta igiene e sanificazione dell’hotel del D’Amico, così sensibile agli asmatici, e così maleducato con chi è cieco.
Si è vero, la voce l’abbiamo alzata, ma il primo è stato lui, che arrivando alle nostre spalle urlava e ci cacciava via, come se fossimo alieni pericolosamente contagiosi, insultandoci ad alta voce. E quindi anche sulle capacità di accoglienza clienti di questo signore ci sarebbe da dire molto.

Se una frase, detta da qualcuno del nostro gruppo, può aver suscitato irritazione a Federasma, chiedo scusa come partecipante al sit-in ed anche come presidente di categoria, nonostante il sit-in fosse senza alcuna bandiera, io stessa ero lì solo come cittadina italiana. Sono sicura che comprenderete anche tutti voi, che non è certo per una sola voce, che si può chiedere addirittura la modifica di una legge, molto invidiata dal resto del mondo, come lo è ad esempio la nostra legge Stanca, quella che vorrebbe tutti i siti web e loro contenuti digitali, accessibili a chi ha disabilità visive. Leggi quasi dimenticate da noi italiani, ma prese come esempio nel resto del mondo, una di queste è quella sul cane guida in Europa, e l’altra e la legge Stanca, presa ad esempio per lo sviluppo del sito web della Casa Bianca.
Da noi chiedere il riconoscimento di tali leggi diventa quasi un atto di violenza, nei confronti di chi non le conosce e non intende rispettarle. Si cercano “compromessi”, e non si rimane allibiti di fronte a tanta illegalità.

Noi tutti, asmatici e non, ciechi e non, e via dicendo con tutte le altre disabilità, che sono tantissime e ognuna di loro dovrebbe essere tutelata da diritti, vorremmo che in un hotel ci si potesse stare tutti insieme, senza problemi, allora si che sarebbe davvero un Paese civile e democratico il nostro, e la ratifica di una convenzione ONU, sarebbe completa.

Non è nostra intenzione creare polemiche o arrecare disagio a qualcuno, semmai è successo il contrario, e succede solo in Italia, che ci sia ancora chi tratta un gruppo di persone cieche in quel modo. Era così preso dalla sua sfuriata che, dopo averci minacciati a parole ed anche offesi in maniera molto pesante, ha chiamato lui stesso, il D’Amico, le Forze dell’Ordine, con i risultati che sapete.
Tantomeno siamo insensibili a chi soffre di asma, ci sono persone cieche con cane guida, che hanno lo stesso problema oltre al resto, dipende tutto dall’igiene intorno a noi. Toglierci il cane però, è come togliere gli occhi a qualcuno nel nostro caso, e non può esistere in nessun modo che in un luogo aperto al pubblico, una disabilità possa accedere ed un’altra no, è contro la Convenzione Onu e alcune leggi statali, come detto sopra.

Chiedere la modifica della legge sul cane guida? Noi si vorrebbe chiedere l’estensione della stessa legge anche a tutti i cani d’assistenza, in quanto sono molte le persone con varie disabilità, che ne usufruiscono. Autismo, alzheimer, epilessia, disabilità motorie, sordità, riabilitazione anziani o colpiti da ictus, e tanto altro. Questo solo per l’assistenza a chi è disabile, ma considerate quanti sono stati i cani delle Unità Cinofile di Stato, cani da lavoro tali e quali ai nostri cani guida, quindi tutelati non a caso, da normative varie e leggi, durante il terremoto recente ad Amatrice. Rifiutare un cane guida è la stessa cosa che negare l’accesso al cane che accompagna qualsiasi corpo delle Forze dell’Ordine. Quindi modificare cosa? Modificare affinché i ciechi potranno entrare solo dove diceva il D’Amico? Lui insisteva col dire che “voi ciechi avete già un hotel per voi a Tirrenia, perché andare negli altri che non vogliono i cani?”. Cosa è più incostituzionale: le affermazioni e il comportamento del D’Amico, o la legge dello Stato Italiano, una Convenzione Onu ratificata dall’Italia e gli obblighi di accoglienza, nonché di igiene, in un esercizio aperto al pubblico?

Suggerisco a chi soffre di asma di chiedere sanzioni più importanti per tutti gli esercenti pubblici che non si attengono alle regole d’igiene, questo prima di pensare a modificare una legge straordinaria, che consente di vedere a milioni di persone in tutto il mondo. Ci sono i modi per stare insieme, ma questo non dipende dai compromessi suggeriti, cioè voi lì noi qui, il cane no, o l’asmatico no (perché lo stesso problema si verificherebbe al contrario, non mi sembra giusto obbligare persone, cittadini italiani, a fare ciò che dice un’associazione, o un pubblico esercente.

Ricordo infatti che in un hotel potrebbe anche arrivare un turista straniero, cieco con cane guida: dubito che l’accoglienza del D’Amico in quell’hotel, le sue motivazioni e i suoi modi, possano andar d’accordo con quelle che sono regole universali, grazie ad una Convenzione, leggi statali e tutto il resto.

Sui nostri cani, qualsiasi cosa sul cane guida, inclusi i diritti e relativi motivi, potrete leggerli qui: http://www.blindsight.eu/cane-guida/.

Mi auguro che tutto questo possa essere concluso con le scuse del D’Amico, e che alla sua riapertura l’hotel possa essere pronto ad ospitare entrambe le disabilità, e relativi ausili legalmente tutelati, spero anche che si capisca l’importanza dell’autonomia di un essere umano, cittadino italiano, che non può e non deve rinunciare alla fruizione di quanto espressamente dichiarato PUBBLICO.
Questi sono i “compromessi” secondo me, e secondo tanti altre persone disabili visive con cane guida nel mondo. Le associazioni possono interagire e arrivare a chiedere semmai l’applicazione di questa decennale convenzione, e delle leggi dello Stato Italiano, affinché l’autonomia e il rispetto della persona disabile non rimangano parole .

Con voi, Sig. Sindaco e Assessori, spero di aver chiarito che mai nessuno di noi ha avuto l’idea di manifestare, semmai di far leggere al D’Amico la legge e fargli conoscere la nostra realtà, convinti del fatto che fosse così maleducato solo per ignoranza. Volevamo solo fargli leggere una locandina informativa, non altro, in seguito al suo orrendo rifiuto poco tempo prima, ad una signora cieca, e vi chiedo la cortesia di sostenerci in tale situazione, decisamente triste agli occhi di tanti altri europei, creata e voluta solo ed unicamente dal D’Amico.

La nostra richiesta, di accedere in un esercizio pubblico, non è insensibilità, né arroganza o prepotenza, e diventare o nascere ciechi non deve essere sinonimo di chiusura, selezione o emarginazione. Così come essere accompagnati da un cane da lavoro, non è una scelta il più delle volte, idem per chi è costretto in carrozzina.