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Caso Cis: i terreni scivolosi è sempre meglio evitarli per chi non è attrezzato adeguatamente

17 giu 2020
Caso Cis: i terreni scivolosi è sempre meglio evitarli per chi non è attrezzato adeguatamente

Pur consapevoli che l’emergenza chiede alle forze politiche di impegnarsi soprattutto sulle proposte per superare la crisi, i continui attacchi che RF riserva a Libera ci inducono a chiarire i passaggi che hanno determinato la chiusura della precedente legislatura. Comprendiamo che perdere il potere sul Paese dopo tanti anni bruci e a questo potremmo ricondurre la sempre più evidente ossessione che Repubblica Futura nutre nei confronti di Libera “colpevole” di aver messo fine all’esperienza del passato Governo senza poter contare su Esecutivi alternativi predefiniti, senza logiche di interesse, ma attraverso ordini del giorno e tavoli istituzionali avviati alla luce del sole. Capiamo anche che questo modus operandi sia incomprensibile per chi nel recente passato si era specializzato nello “staccare la spina” e che ritiene tale atto di altri, “lesa maestà”. Crediamo, però, sia arrivato il momento di iniziare a dire la verità alla cittadinanza e, magari, avviare un’attente autocritica anche da parte di chi pensa sempre di avere la verità in tasca. Comprendiamo, infine, che la miglior difesa sia spesso l’attacco, ma nel caso di specie il racconto della fine della legislatura è molto scivoloso e consiglieremmo a RF di evitare commenti impropri e ricostruzioni fantasiose e oggettivamente poco credibili. Anche perché Libera rivendica con forza il proprio operato forte della verità dei fatti facilmente riscontrabile. In particolar modo è importante ricordare come l’azione che ha portato alla conclusione della precedente legislatura si è resa necessaria, come RF ben sa, non per ragioni squisitamente politiche ma per la fine del rapporto di fiducia nell’ambito della ex maggioranza. Un rapporto che si è venuto a sgretolare per via di ripetute azioni intraprese dai nostri ex alleati al fine di ostacolare un percorso di trasparenza all’interno di un determinato istituto di credito. Libera si è invece opposta alle vecchie logiche del passato che più volte avevano portato alla defenestrazione della vigilanza di Banca Centrale e ad azioni che miravano ad ostacolare organi direttivi che avevano richiesto istruttorie puntuali per gli aiuti allo stesso istituto di credito. Per non parlare del tentativo spasmodico di vendere la banca a soggetti finanziari che, carte alla mano, erano, per usare un eufemismo, inaffidabili o addirittura della tendenza a prendere ordini al telefono da noti imprenditori. Noi abbiamo invece scelto di portare a compimento un percorso normativo che consideravamo l’unica soluzione possibile in quella determinata situazione. Un iter che ha portato all’approvazione della legge sulle risoluzioni bancarie che per la prima volta ha fatto pagare per il buco finanziario prima di tutto gli azionisti (con il proprio capitale sociale per 50 milioni) e poi coloro che erano consapevoli del dissesto con tagli ai loro conti correnti (circa 16 milioni di euro) e ha salvaguardato i risparmiatori. Questi sono i fatti riscontrabili facilmente da chiunque. Per il gruppo dirigente di Repubblica Futura tutto ciò era diventato insostenibile ma per evitare di passare come “schiavetti” o come il partito legato ad interessi particolari, hanno preferito votare i provvedimenti, approvati all’unanimità da tutto il Parlamento, pur non condividendoli. Sono questi, cari concittadini, i temi che hanno portato a tensioni quotidiane e che hanno generato distinzioni troppo rilevanti per essere sottovalutate disgregando la coesione politica necessaria per proseguire l’azione di governo, nonostante continue lusinghe con proposte di nuovi posti di comando o del piano di indebitamento del Paese senza un piano di riforme sostenibili. Invitiamo pertanto RF a concentrarsi su altro. Magari proprio sulla critica all’attuale Governo, politico e non di scopo come invece noi avevamo proposto, anche in considerazione del fatto che è sempre più evidente come le risposte di questo Esecutivo siano deludenti del tutto insufficienti per portare il nostro Paese al di fuori di una crisi che, purtroppo, si preannuncia di portata storica.

Libera