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Cassa di Risparmio e 34 milioni di debito flash

20 ott 2019
Mattia Ronchi Consigliere Repubblica Futura
Mattia Ronchi Consigliere Repubblica Futura

Nella seduta straordinaria del Consiglio Grande e Generale, dopo la votazione sull’assestamento di bilancio che si era prolungata poco oltre il termine massimo previsto per la fine della seduta, con un blitz flash la Reggenza ha deciso di procedere anche con il terzo comma all’ordine del giorno, ovvero l’emissione di titoli di debito pubblico per 34 milioni di euro per coprire le perdite di Cassa di Risparmio dell’anno 2018. Fuori termine massimo ed in 5 minuti quindi, nello stupore generale ed alla presenza di 31 consiglieri, lo stato si è indebitato per altre decine di milioni di euro, per coprire un’altra volta le perdite di cassa. Io, non condividendo il metodo, ho lasciato l’aula in segno di protesta prima della votazione. Mi sarebbe infatti piaciuto che l’argomento, dato il consistente ammontare dell’importo in questione, fosse adeguatamente discusso, magari in un’altra sessione del Consiglio Grande e Generale ed alla presenza di una maggiore rappresentanza consigliare. Avrei voluto sentire i riferimenti del Segretario di Stato alle Finanze sull’attuale situazione di Cassa di Risparmio in quanto ad oggi, sull’istituto e relative prospettive, tutto tace. E pensare che il 24 maggio 2019 è stato nominato Direttore Generale, dopo il siluramento dell’ex direttore Mancini, il signor Franco Gallia, per poi essere nominato anche Amministratore Delegato nell’Assemblea dei Soci del 7 giugno con un compenso di qualche centinaia di migliaia di euro annui. Tante erano le aspettative da questa nomina, in quanto l’istituto con la rinnovata governance gestionale ed esecutiva avrebbe dovuto “affrontare con la massima competenza e coesione la sfida di un ritorno alla redditività di questo importante istituto bancario sammarinese”, con il socio che ribadiva anche “la necessità di continuare il percorso di rilancio dell’istituto lavorando in sinergia nell’interesse della banca e a beneficio della comunità sammarinese”. Peccato però che del piano di rilancio della banca non si abbiano mai avuto notizie, e la banca chiuderà con tutta probabilità anche il 2019 con perdite milione più, milione meno, come il 2018. Speriamo a questo punto che il prossimo Segretario di Stato alle Finanze sia più incisivo nelle scelte e più in generale punti a interventi mirati ad aumentare la raccolta bancaria, sostenere l’economia reale con un sistema sano integrato alle disposizioni dell’Unione Europea, predisponga delle normative per incentivare il rientro di capitali di persone fisiche e giuridiche residenti nella Repubblica di San Marino oltre a ridurre la presenza dalle proprietà nel settore finanziario. Non è più sostenibile per il bilancio ma anche per la libera concorrenza una presenza stabile di partecipazioni pubbliche nelle banche.

Mattia Ronchi Consigliere Repubblica Futura