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Cdls: con 340 milioni di prestito non ci sono più alibi

18 feb 2021
Cdls: con 340 milioni di prestito non ci sono più alibi

“Ora non ci sono più alibi, le risorse finanziarie per creare i presupposti per il rilancio del Paese ci sono, adesso si deve realizzare la parte più difficile: concretizzare e condividere le idee ed i progetti per non dilapidare l’ultima possibilità di salvare San Marino”. Il segretario CDLS, Gianluca Montanari, commenta così la collocazione dei Titano Bond sui mercati finanziari, definendola una occasione “unica e preziosa” che non può essere sprecata: “La fiducia che i mercati finanziari hanno dato al nostro Paese, non va vanificata disperdendola in interventi che creano un beneficio immediato ma non generano nessun volano economico di sviluppo.” Per il segretario della CDLS la fotografia in chiaro-scuro scattata ieri dal FMI impone una attenta riflessione da parte di tutte le componenti della società e dell’economia sammarinesi:”Il richiamo del Fondo Monetario ad un ampio sostegno politico e sociale ed una adeguata sequenza e definizione delle priorità è pienamente in linea con quanto richiesto dalla Confederazione Democratica negli ultimi mesi e cioè promuovere l’iniziativa di un patto sociale per il bene del Paese, definendo in modo condiviso gli interventi più urgenti e mirati a sostegno dell’economia ed evitando di intraprendere iniziative di ristoro economico che prevedono l’assistenzialismo generalizzato e rimborsi a pioggia alle attività economiche. Rimborsi cioè svincolati da rigidi criteri legati alle prospettive aziendali, al mantenimento dell’occupazione e, soprattutto, al fatturato ed alla puntualità e rispetto degli obblighi fiscali e contributivi”. “Non ci sarà un’altra occasione per la politica e per il Paese, - continua Montanari - questa è una partita importantissima, ma non l’unica, per San Marino e per il suo futuro. Non ci sono alternative: o si rinasce o si muore. Per questo ancora una volta sottolineiamo che da parte di tutti serve senso di responsabilità e che va chiuso il capitolo della conflittualità fine a se stessa per aprire una stagione di dialogo e confronto su idee e progetti”. Sul mancato avvio della campagna vaccinale, al di la delle carenze e degli errori commessi sinora dal Governo, per il segretario CDLS si impone una seria riflessione riguardo ai rapporti con i paesi “amici” e con l’Unione Europea: “Non è tollerabile che un Paese che è all’interno del territorio europeo ed italiano venga abbandonato dal punto di vista sanitario e di prevenzione vaccinale in un momento così socialmente delicato. Non è ammissibile inoltre che cavilli burocratici impediscano di far arrivare anche a San Marino le dosi necessarie per avviare la campagna di prevenzione Covid, iniziando dagli operatori sanitari e socio sanitari per poi proseguire mettendo in sicurezza le fasce più esposte della popolazione. Altro tema di fondamentale importanza sul quale la CDLS incalzerà a breve il Governo attraverso una lettera-appello, è quello del “saldi e stralci” di cui hanno beneficiato i grandi debitori delle banche. “In questi ultimi anni - sottolinea il segretario Montanari - si è assistito ad una poco attenta concessione di affidamenti a soggetti che si sono rivelati inaffidabili o senza garanzie e che hanno generato centinaia di milioni di Euro di NPL. In troppe situazioni questi rilevanti debiti inesigibili sono stati stralciati in accordo tra banche e debitori con rimborsi risibili da parte di questi ultimi, generando per la parte di debito non rimborsata e una mole enorme di crediti di imposta a carico della collettività: tutto ciò graziando e liberando i grandi debitori che hanno beneficiato del ‘credito facile’. Esiste una Commissione di controllo sul “credito di imposta” riguardo al cui operato ed alle cui deliberazioni non si sa nulla: non può passare sotto traccia questa voragine economica che ha enormi lati oscuri e che è stata finora troppo ignorata dalla politica. La stagione della trasparenza inizia anche da qui. Infine il segretario CDLS torna sul “Caso Titoli” e “Fondi Pensione” rivolgendo un forte richiamo al Governo: “Il tempo scorre inesorabile e la scadenza dei 30 giorni per il ricorso contro l’archiviazione è ormai arrivato. Non abbiamo avuto nessun riscontro rispetto all’avvenuto deposito del ricorso sul ‘Caso Titoli’, sarebbe inaccettabile sotto tutti i punti di vista che si arrivi alla scadenza dei termini senza aver fatto quanto richiesto”.

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