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Il centro studi sull’emigrazione dell'università di San Marino ricorda la giornata internazionale del migrante

16 dic 2016
Il centro studi sull’emigrazione dell'università di San Marino ricorda la giornata internazionale del migrante
“Nella Giornata Internazionale del Migrante si vogliono ricordare tutti i migranti, di qualsiasi nazionalità e di qualsiasi Paese, che si trovano oggi ad affrontare i tanti problemi, pericoli e difficoltà legati all’emigrazione. Un pensiero particolare va ai tanti minori che pagano spesso un prezzo altissimo nel cercare, in altri Stati, condizioni di vita migliori e un futuro dignitoso”.
Queste le parole espresse da Patrizia Di Luca, responsabile del Centro di Ricerca sull’Emigrazione dell’Università degli Studi della Repubblica di San Marino, in vista della Giornata Internazionale del Migrante del 18 dicembre, proclamata dall’Assemblea delle Nazioni Unite. La studiosa, attualmente impegnata nella definizione delle iniziative con cui nel 2017 verrà celebrato il ventesimo anniversario dall’inaugurazione del Museo dell’Emigrante di San Marino, fra cui la pubblicazione di un volume fotografico, ricorda che “a partire dalla seconda metà dell’800 e fino al 1970 moltissimi uomini e donne sammarinesi, per necessità economiche, sono partiti per la vicina Italia, la Francia, il Brasile, l’Africa, l’Argentina, la Germania, la Svizzera, gli Stati Uniti e il Belgio. Nelle campagne, nelle miniere, nei ristoranti, nelle fabbriche e nei cantieri edili - prosegue Di Luca - i sammarinesi e le sammarinesi hanno affrontato lavori faticosi e duri ma, in ogni circostanza e in ogni luogo, hanno dimostrato serietà e impegno. L’emigrazione è stata anche esperienza di condivisione e generosità, poiché le rimesse economiche costantemente inviate a casa sono state fondamentali per il sostentamento delle famiglie rimaste a San Marino. Il contributo degli emigrati non è tuttavia stato solo di natura economica e, una volta rientrati, coloro che avevano vissuto all’estero sono stati portatori di nuove competenze e conoscenze, influenzando positivamente, oltre all’economia, anche la vita sociale e culturale della repubblica”.
La responsabile del Centro Studi sull’Emigrazione, che fra le sue attività propone percorsi didattici rivolti alle scuole sammarinesi e italiane, ricorda inoltre che “i sammarinesi e le sammarinesi hanno partecipato attivamente alla crescita degli Stati in cui sono andati a vivere, vedendo riconosciute le proprie professionalità e, nel tempo, le generazioni successive hanno potuto progressivamente scegliere il lavoro da svolgere e si sono integrate pienamente nelle società civili dei Paesi d’emigrazione”.