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Civico 10: replica a Enzo Merlini

27 mag 2019
Civico 10: replica a Enzo Merlini

Replichiamo volentieri ad Enzo Merlini, che ha ritenuto importante commentare pubblicamente sugli organi di stampa la recente conferenza stampa in cui il Civico10 rivendicava di aver rispettato alcuni dei punti contenuti nel proprio programma di governo. Innanzitutto vorremmo ringraziare il Dirigente della CSdL per i toni pacati con cui ha scritto la sua missiva. Una novità, rispetto alle offese da guerra civile che vengono utilizzate costantemente da alcuni suoi colleghi ai tavoli di confronto. Lo abbiamo apprezzato. Tuttavia, il messaggio che Merlini sottintende, seppur con ironia, è che al nostro movimento non piaccia il confronto con i corpi intermedi e – questo è quello che ci dispiace di più – che quando si riesce a mettere in pratica parte del proprio programma lo si fa per compiacere qualcuno. Considerazioni, entrambe, che ci sentiamo di rigettare con forza. Quello che non piace al nostro movimento, perché crediamo sia uno dei motivi della crisi che sta vivendo il nostro Paese, è il tentativo di mescolare ruoli che in una democrazia come la nostra sono molto ben definiti dalle leggi e dalla Dichiarazione dei Diritti. Chi si candida alle elezioni generali lo fa puntando ad un interesse collettivo e deve guadagnarsi i voti dei cittadini con coalizioni e programmi. Riceve un mandato politico forte e chiaro dal popolo elettore – che in democrazia detiene il potere – quello di mettere in pratica le proprie proposte. E su quello sarà giudicato al termine della legislatura. Nel farlo ci si deve assolutamente confrontare con i corpi intermedi, raccogliendo feedback, critiche e proposte nel merito dei temi sul tavolo della discussione. Il sindacato è un corpo intermedio che, come ci ha ricordato più volte qualche delegato, rappresenta le istanze dei propri tesserati, ha il compito di vigilare su cosa fa la politica e di fare da anello di congiunzione con i propri iscritti. Nel momento in cui questo ruolo così importante, tuttavia, viene interpretato ai tavoli di confronto deridendo la controparte, offendendola con termini che fanno rivoltare nella tomba chi ha vissuto veramente certi periodi storici, non volendo entrare nel merito delle proposte con un benaltrismo utile a non fare nulla e a non scontentare nessuno, in un Paese che invece avrebbe bisogno di riforme urgenti e impattanti, allora la politica si deve anche prendere la responsabilità di fare delle scelte. Perché alle prossime elezioni saremo noi ad essere giudicati mancanti, se non avremo lasciato un Paese migliore. Riconosciamo ad Enzo Merlini la capacità di entrare nel merito dei temi e una disponibilità a confrontarsi che altri suoi colleghi non hanno mai avuto. Ci dispiace quindi che si sia lasciato andare a opinioni prettamente politiche su maggioranza e gradimento elettorale. Lo vogliamo interpretare come un semplice incidente di percorso, figlio del clima infuocato di questa strana legislatura. È certamente possibile che nel marasma di urla, offese, no a prescindere, fantomatici colpi di Stato, chiusure di banche, cambi al vertice di altre banche o di organi di vigilanza che ha contraddistinto questa prima metà di legislatura, anche il confronto con il sindacato non sia stato intenso e fruttuoso così come poteva essere. Per colpe che sarebbe onesto suddividere perlomeno in parti simili fra sindacato, governo e maggioranza. Ma se tutti fossero disponibili a scendere dal proprio piedistallo e ad iniziare a ragionare sui temi concreti, su cosa serve veramente per mettere in sicurezza il Paese e rilanciarlo, senza difese aprioristiche del proprio orticello, non sarebbe difficile riprendere in fretta un dialogo corretto e sereno, portato avanti da ognuno dal ruolo che è chiamato a ricoprire. Ci si permetta, infine, una battuta fatta con il massimo rispetto: confrontare il contributo al sindacato con il voto di legislatura è una forzatura non da poco, sia che la faccia Landini, sia che la faccia Merlini, perché in cambio del contributo al sindacato si ottengono automaticamente una serie di servizi e di vantaggi, anche prettamente economici. Con il voto si delega invece il potere che ci garantisce la Dichiarazione dei Diritti ad una persona o ad un gruppo, in cambio semplicemente di proposte elettorali, quelle che stiamo cercando di rispettare a prescindere dal clima di scontro. Con la massima stima.


Comunicato stampa
Movimento Civico10