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Comitato NO ai Ballottini: "Elezioni 2016, una chiave di lettura dei risultati e delle conseguenze politiche"

7 mag 2019
Comitato NO ai Ballottini: "Elezioni 2016, una chiave di lettura dei risultati e delle conseguenze politiche"

Siamo in prossimità del referendum sulla legge elettorale (2 giugno 2019) ed è pertanto opportuno riesaminare la legge attuale per verificare la legittimità dei risultati, l’influenza sugli eventi politici prodotti, l’utilità di alcuni interventi correttivi oppure la necessità e i pericoli di stravolgerla, come vorrebbero tutti quelli che sono usciti sconfitti da quel confronto. Non si può prescindere dall’analisi delle forze in competizione, dai loro disegni più o meno segreti, dai loro calcoli spesso sbagliati, dalle delusioni subite. La legge attuale fu approvata a larga maggioranza nel 2007; era di tipo maggioritario, richiedeva la formazione preventiva delle liste, dei programmi, delle eventuali coalizioni, con la clausola che non si potessero cambiare alleanze nel corso della legislatura. L’indirizzo della legge, proporzionale al primo turno ma giustamente maggioritaria nei risultati, prevedeva la vittoria al 1° turno in caso che una compagine ottenesse almeno il 50% + 1 dei voti validi, corretto con il premio di maggioranza fino a raggiungere 35 consiglieri. Nel caso che nessuna lista o coalizione avesse almeno il 50% + 1 dei voti, è previsto un secondo turno per il ballottaggio fra le due compagini più votate, dopo due settimane. Gli elettori il 20 novembre 2016 hanno designato:
1. Coalizione San Marino Prima di Tutto (Partito dei Socialisti e dei Democratici + Pdcs + Sammarinesi + Partito Socialista) risultato totale 41,68% corrispondente a 25 consiglieri.
2. Coalizione Adesso.sm (Repubblica Futura + Civico 10 + Sinistra Socialista Democratica) risultato totale 31,43% corrispondente a 20 consiglieri.
3. Coalizione Democrazia in Movimento (DiM) (Movimento civico RETE + Mov. Dem. San Marino Insieme) risultato totale 23,18% corrispondente a 15 consiglieri.
 [altre coalizioni e liste singole non hanno superato la quota di sbarramento].
Risultato sorprendente! Non tanto per i numeri scarni raggiunti dalla DC e satelliti, cosa del resto prevedibile dato il calo di gradimento per chi da decenni ha dominato la scena pubblica portando il Paese nel grave disagio attuale; quanto per il risultato clamoroso di RETE relegata al terzo posto, quindi addirittura esclusa dal ballottaggio, quando aveva pregustato il primo sull’onda del consenso montante riscontrato nelle uscite pubbliche e verificato dalla popolarità registrata sui social network. La DC non era abituata a stare in disparte, e RETE non sopportava di essere tagliata fuori da quella contesa che ambiva vincere, quanto meno al ballottaggio, con cui vagheggiava di sloggiare quel sistema di potere che da sempre aveva osteggiato. Ricordo con un po' di nostalgia le mascherine bianche che avevano vivacizzato il corteo della Reggenza in occasione dell’ingresso del leader maximo nel recente 1° ottobre 2011. Al dunque, il ballottaggio del 7 dicembre 2016 congedava col 42% dei voti l’intramontabile gruppo di potere e consegnava con il 58% la responsabilità di governare il Paese in un periodo estremamente difficile alla coalizione Adesso.sm I voti dei seguaci di RETE e DiM comprensibilmente scombussolati, al ballottaggio andarono divisi fra i progressisti e i conservatori, o furono astenuti, dopo complicati ragionamenti sulla convenienza numerica delle perdite subite per costituire il nucleo del premio di maggioranza. In ogni caso entrambi i gruppi perdenti si lamentarono da subito della riduzione del numero di consiglieri del proprio gruppo eletto e accusarono la nuova maggioranza di illegittimità. Strana pretesa per quei legislatori che avevano approvato la legge a larga maggioranza. L’accusa era quella che il nuovo Consiglio non rispecchiava la volontà degli elettori. Nessuno si ricordava del vergognoso mercato dei voti, delle indegne cordate ad uso dei vertici dei partiti, degli indecorosi cambi di maggioranza e delle continue disastrose crisi dei governi del passato. L’importante era far finta di niente.

 P.S. per oggi basta! Tornerò sull’argomento nelle prossime settimane.

Comunicato stampa
Carlo Franciosi
Comitato "NO ai Ballottini"