In questi giorni leggiamo notizie che riaccendono un tema delicato, famiglie palestinesi respinte o bloccate nel Regno Unito, tra procedure, verifiche e decisioni che spesso appaiono incoerenti. E davanti a questo, mi chiedo, qual è il criterio con cui si decide chi aiutare, quando intervenire e con quali risorse? Perché la solidarietà autentica è una cosa concreta. Ha bisogno di regole, trasparenza, coperture e responsabilità. E soprattutto ha bisogno di una parola che oggi sembra scomparsa dalla politica, priorità. La priorità che non possiamo fingere di non vedere è questa, oggi, a San Marino, ci sono famiglie che non ce la fanno più. Famiglie che arrivano a fine mese chiedendosi soltanto quali spese tagliare. Famiglie che, per garantire un tetto a un figlio, pagano cifre fuori da ogni logica, serve praticamente uno stipendio intero. C’è chi cerca una casa e trova prezzi insostenibili, e noi ospitiamo in Repubblica mentre ci sono sammarinesi che stanno lasciando la Repubblica per andare a vivere fuori. È normale tutto questo, secondo voi? E poi ci sono le persone che finiscono per chiedere aiuto alla Caritas. Non lo dicono quasi a nessuno, perché se ne vergognano. Pensate sia bello doverci andare? Pensate sia facile entrare in quel luogo con la paura di incontrare qualcuno che ti conosce? Questa è la dignità, oggi. Accoglienza sì, ma con serietà e senza ipocrisie. Noi non stiamo dicendo “no” per principio a chi soffre. Sarebbe disumano, oltre che falso. Stiamo dicendo una cosa semplice e razionale, se una persona è in pericolo immediato, si attivano canali umanitari seri e verificabili. Se invece parliamo di persone già al sicuro in un Paese, allora va spiegato bene perché, come e a quale costo per una comunità che è già in emergenza abitativa. Perché, se non lo spieghi, se non lo pianifichi, se non metti le risorse sul tavolo, succede sempre la stessa cosa, che la tensione cresce, i cittadini si sentono ignorati e poi parte la guerra delle etichette. In queste ore c’è chi prova a liquidare ogni domanda con una parola, “razzisti”. Noi respingiamo con forza questa caricatura. Chiedere priorità per i sammarinesi in difficoltà, chiedere numeri, criteri e trasparenza, chiedere un piano abitativo prima di qualsiasi annuncio non è odio è responsabilità e tutela sociale. E qui lo dico in modo chiaro, la nostra linea è contro il caos, non contro le persone. Il Comitato Pro-San Marino farà la sua parte con una posizione netta, prima mettiamo in sicurezza la dignità delle famiglie sammarinesi — casa, lavoro, costo della vita — e poi affrontiamo qualsiasi scelta esterna con criteri chiari, risorse reali e piena responsabilità.
C.s. - Emiliano Pazzaglia Direttivo COMITATO PRO SAN MARINO