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Comites San Marino: basta con la ‘discriminazione razziale’ degli italiani

17 nov 2016
A destra Diego Renzi
A destra Diego Renzi
La Repubblica di San Marino, nel 2016, ha ancora una vera e propria ‘discriminazione di razza’ nel proprio ordinamento. Certo non sottolineata, anzi subdolamente camuffata e proposta come ‘atto d’amore’, mentre altro non è che una violenza verso quanti non vogliano rinunciare alla cittadinanza di origine. Ed esaminando i Programmi per le Elezioni Politiche di domenica 20 novembre 2016 ci si accorge della mancanza essenziale in questo senso. Vedremo cosa accadrà dopo il voto, e se dovremo effettivamente procedere con la denuncia di ‘Discriminazione razziale’.


Gli Italiani devono infatti rinunciare alla cittadinanza del proprio Stato di origine se intendono entrare in possesso di quella Sammarinese. E di tipo ‘naturalizzato’, che oltretutto riduce una non indifferente parte di diritti: non potremmo mai divenire Capitani Reggenti, gli omologhi del Capo di Stato italiano, che guidano la Repubblica due alla volta, a cicli di sei mesi. Ci sono stati ‘doppi cittadini’, perché ci sono vari modi di ottenere la doppia cittadinanza, membri del ‘Consiglio Grande e Generale’ (detto anche ‘Consiglio dei LX’, Consiglio dei 60, il Parlamento nazionale) che hanno votato perché altri non potessero mantenere anche quella di origine. Dimostrando così una incoerenza politica e disonestà intellettuale che avrebbe meritato di essere punita con l’espulsione da quella Istituzione le cui scelte i residenti rispettano, ma al tempo stesso ‘pagano’per lungo tempo. Occorrono infatti 25 anni di residenza, 15 di matrimonio, per ottenere la cittadinanza. Sempre per naturalizzazione. Con le regole attuali si ritiene più degno chi decida di ‘ripudiare’ la madre patria rispetto a chi non lo faccia. Si ritiene che dia più garanzie chi intende soprattutto sfruttare i vantaggi che essere cittadini di San Marino comporta, anche se via via in diminuzione rispetto al passato, invece di chi chiede di far parte di una comunità in maniera lineare. E quelli magari tornano poi sui propri passi nel caso vengano meno i requisiti egoisticamente essenziali.


Attualmente sono ‘solo’ cittadino italiano, anche se nelle mie vene scorra pure sangue sammarinese grazie a mia madre che lo è da più generazioni. Perché San Marino, che considero alla stessa stregua il ‘mio Stato’, predilige i furbi ai giusti? Questo Stato mi vuole sottomettere ad una propria ingiusta volontà, violentandomi nell’intimo col chiedermi la rinuncia al legame con mio padre, italiano, arrivato sul Monte Titano ai suoi 14 anni, per lavorare, e che ho perso ai miei 12 anni. Essendo quindi alla sua memoria ancor più legato, e con ciò anche alla caratteristica della nazionalità italiana. San Marino pretende un giusto rispetto per il proprio ‘ius sanguinis’, ha però il dovere di renderne altrettanto a quello degli altri. Arrivato all’età di 44 anni, dopo oltre 30 di residenza a San Marino, non ho ancora il diritto di decidere chi secondo me dovrà rappresentarmi in questo Paese meraviglioso attraverso il voto alle Politiche. Mi dispiace perché questa antichissima Repubblica è mia ‘madre’ adottiva. Che ho scelto ed ho voluto. Ed ho trattato sempre con tanto amore, studiandone la storia e le vicende, partecipando a tutto quanto concerne la sua vita politica, sociale, culturale, sportiva... Ancora una volta mi ‘ripudia’, non concedendomi questo diritto.


Ho scelto di non ‘assecondare il ricatto’, rifiutando scorciatoie e gherminelle. Avrei potuto, come da giurisprudenza consolidata, optare per la cittadinanza di San Marino e poi riottenere anche quella italiana facendone nuova richiesta tramite apposita procedura. Con esito certo. Un iter che oggi molti seguono per averle entrambe. Per coerenza e correttezza non l’ho fatto, ne pago ingiuste conseguenze di discriminazione. E oltretutto il ‘trattamento’ per me, per noi, è diverso da quello di cittadini di altre nazioni che accedono alla naturalizzazione. Ad esempio belgi, rumeni, statunitensi, argentini... Chi sarà eletto, e chi dovrà governare San Marino in questa prossima legislatura, dovrà affrontare questo nodo velocemente. Da parte nostra il ‘processo’ politico per ottenere questo riconoscimento l’abbiamo fatto partire già da oltre un anno. Se non ci sarà un intervento legislativo concreto in tempi brevi partirà anche il nostro Ricorso, già predisposto, che porterà alla ‘Corte Europea dei Diritti dell’Uomo’ di Strasburgo. Per ‘Discriminazione razziale’.

Comunicato stampa
Diego Renzi
Presidente Comites (Comitato degli Italiani all’Estero) Repubblica di San Marino