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Conferenza CSU: il confronto è l'unica strada possibile!

14 giu 2018
Conferenza CSU: il confronto è l'unica strada possibile!
La sala Montelupo gremita da cittadini e lavoratori di tutte le categorie professionali e il vivace e composto dibattito che ha animato la conferenza di ieri sera organizzata dalla CSU, hanno dato un'altra chiara dimostrazione della forte volontà di partecipazione dei cittadini alle scelte per il paese, dopo lo sciopero generale del 30 giugno scorso che ha portato migliaia di persone a manifestare in Piazza della Libertà attorno allo slogan "Uniti per il paese".

Alla conferenza dal titolo "Dopo lo sciopero, il Governo dov'è?", sono intervenuti i Segretari Generali di CSdL e CDLS, rispettivamente Giuliano Tamagnini e Gianluca Montanari, Nicola Selva di Repubblica Futura per la maggioranza, ed Elena Tonnini del movimento Rete per l'opposizione.

Il leit motiv della serata è stata la richiesta di confronto e di concertazione, quello che è mancato completamente in oltre un anno e mezzo di Governo, che continua a non considerare le proposte del sindacato e a rimanere chiuso in un incomprensibile arroccamento, anche dopo lo sciopero generale. La mancanza di dialogo e di partecipazione alle scelte non riguarda solo la CSU, ma anche le forze politiche, protagoniste da tempo di uno scontro violento e senza esclusione di colpi. In tal senso, la responsabilità maggiore di superare queste difficoltà di dialogo spetta al Governo e alla maggioranza, i quali hanno la forza dei numeri in Consiglio.

La CSU, in tal senso, nel corso del dibattito ha espresso anche la propria disponibilità a porsi come forza di mediazione tra i due schieramenti, per riconciliare un paese lacerato e diviso in cui nessun Esecutivo, di qualunque natura sia, può illudersi di governare da solo senza l'aiuto delle altre forze rappresentative della società.

I Segretari Generali di CSdL e CDLS si sono alternati nel ribadire le posizioni della CSU sui diversi temi, che si basano sulla richiesta di equità, da applicare anche nel decreto sulla tassa patrimoniale, e di unità del paese, ad iniziare dall'unità del mondo del lavoro, messa continuamente sotto attacco dal tentativo strumentale di mettere i lavoratori gli uni contro gli altri, e sui cui pesa fortemente la gravissima vicenda del recesso dei contratti integrativi dei dipendenti delle banche.

Sulla serata di ieri, peraltro, è riecheggiato uno degli ultimi allarmi lanciati dalla CSU, che si configura come un nuovo capitolo della controversa questione delle banche, ormai al centro della vita del paese: la decisione del Comitato Amministratore di Fondiss, assunta a maggioranza, di assegnare le risorse del secondo pilastro previdenziale alle banche unicamente in base al tasso di interesse, senza tenere conto di criteri che attestano la loro solidità e affidabilità.

Una decisione che mette seriamente a rischio i fondi, che appartengono individualmente a tutti i lavoratori. La CSU rinnova quindi la richiesta di introdurre ulteriori criteri nelle assegnazioni che puntino ad una maggiore tutela dei risparmi del secondo pilastro, e un correttivo che penalizzi le banche che non sono in regola con il versamento dei contributi previdenziali o delle imposte di qualsivoglia tipo e natura.

Tanti gli argomenti affrontati nel dibattito, tra cui le banche e la vicenda titoli, la spending review, con le proposte del Governo di tagli all'orario e agli stipendi dei dipendenti PA, il bilancio dello Stato, la legge sviluppo, i rapporti con l'Italia, ecc.

Non poteva certo mancare il tema del decreto sulla patrimoniale, rispetto a cui sono note le richieste della CSU. Da parte sua l'esponente di Rete, Elena Tonnini, ha affermato di condividere il principio della progressività, con la predisposizione di appositi emendamenti da parte della sua forza politica. Il rappresentante della maggioranza Nicola Selva, a sua volta ha preannunciato l'intenzione del Governo di presentare emendamenti per inserire questo principio nel decreto, all'odg nella sessione consiliare che inizia oggi. Tale intenzione è stata definita dai Segretari CSU beffarda e provocatoria: il Governo poteva tranquillamente riaprire il dialogo con il sindacato e concordare un testo condiviso, da portare in una prossima sessione del Consiglio, invece a quanto pare continua a fare tutto da solo! In ogni caso la CSU al momento non sa assolutamente nulla del testo di decreto che uscirà dalla ratifica consiliare.

Uno dei temi toccati è stato quello della crisi della sanità pubblica, che sta perdendo pezzi importanti, con il continuo abbandono di medici e personale sanitario. La CSU chiede che questo problema sia affrontato tempestivamente in tutta la sua gravità con tutte le misure necessarie per mantenere sempre alto il livello delle prestazioni sanitarie e assicurare a tutti i cittadini il diritto alle cure mediche da parte del sistema sanitario pubblico. Per la CSU la strada è quella di una profonda riorganizzazione della sanità pubblica e la messa in rete della struttura ospedaliera con i centri medici più avanzati di Emilia Romagna e Marche, per entrare a far parte di un contesto integrato più ampio ed efficiente.

Sulla spinosa questione delle banche, e in particolare del debito di Carisp - i 534 milioni di euro che vanno a pesare sul bilancio pubblico - oltre alle posizioni del sindacato che chiedono la massima verità e trasparenza, è emersa la netta diversità di vedute tra maggioranza e opposizione. Per la maggioranza questo debito è stato determinato in diversi anni da gestioni non oculate e bilanci non attendibili, mentre solo lo scorso anno è venuto alla luce in tutta la sua gravità.

Per Elena Tonnini, invece, la maggioranza deve smettere di ritenere veritiero questo bilancio, la cui determinazione sarebbe stata fortemente condizionata da manovre esterne, quelle in sostanza su cui sta indagando la Magistratura nella vicenda titoli.

I Segretari Generali della CSU hanno colto l'occasione della serata di ieri per esprimere la propria solidarietà al Consigliere Elena Tonnini per la vicenda giudiziaria internazionale in cui suo malgrado è incorsa. È giusto e doveroso che una rappresentante del Consiglio Grande e Generale, quindi un'alta rappresentante istituzionale della nostra Repubblica, eletta dai cittadini, sia difesa e tutelata dal suo Stato. Solidarietà a cui si è unita l'ampia platea di partecipanti di ieri.

La CSU, nel mantenere alto il livello di mobilitazione, continuerà anche nelle prossime settimane a coinvolgere i lavoratori e i cittadini per far sentire la propria voce e portare avanti le proprie istanze di equità, verità e unità del paese, attraverso le iniziative che si renderanno più opportune.

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